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Beppe Fiorello torna su Rai1 con L’angelo di Sarajevo

Beppe Fiorello è L'angelo di Sarajevo
Beppe Fiorello protagonista della miniserie di Rai1 “L’angelo di Sarajevo”

Giuseppe Fiorello torna su Rai1 nei panni di un giornalista inviato a Sarajevo nel 1992, durante la guerra fratricida serbo-bosniaca. La miniserie, in onda martedì 20 e mercoledì 21 gennaio, diretta da Enzo Monteleone, è liberamente tratta dal romanzo di Franco Di Mare intitolato Non chiedere perché, in cui il giornalista, conduttore di Uno Mattina, racconta la storia dell’incontro con la bimba divenuta sua figlia. “Portare sullo schermo una storia vera e commovente come quella di Franco Di Mare è stata un’esperienza unica, indescrivibile” ha raccontato Beppe Fiorello in un’intervista a Il Messaggero. “Sicuramente è stato un grande privilegio ma anche una grande responsabilità raccontare questa storia. Ho cercato soprattutto di non deludere un amico come Franco che, in qualche modo, si è fidato di me. Devo dire che non avevo idea della storia  straordinaria che riguardava la sua paternità fino a quando non ha deciso di scrivere questo libro. In qualche modo sottovalutavo Franco, lo consideravo una persona comune, un bravissimo professionista ma nulla di più. Questa storia mi ha fatto capire invece la straordinaria qualità umana di Franco. Il libro mi capitò in mano per caso e mi colpì. Decisi di farne subito un racconto televisivo, anche perché forse nutrivo un senso di colpa verso una pagina di storia, quella che riguarda il conflitto serbo bosniaco, che conoscevo poco”.

Di seguito la presentazione del film (fonte Ufficio Stampa Rai):

È l’estate del 1992. Sarajevo è sotto assedio da oltre tre mesi. La città è messa a ferro e a fuoco da una cruenta guerra civile. I cecchini sono appostati ovunque e i continui colpi di artiglieria colpiscono duro, notte e giorno, distruggendo tutto ciò che incontrano. Nessuno è al sicuro. La stampa di tutto il mondo racconta minuto per minuto cosa sta accadendo in Bosnia Erzegovina, mandando sul posto i suoi uomini migliori. Marco De Luca (Giuseppe Fiorello), noto e navigato giornalista è uno di loro. E’ inviato a Sarajevo per l’emittente televisiva italiana per cui lavora. Si rimbocca le maniche e insieme al suo amico cameraman comincia a raccontare gli orrori di quella guerra. Poi la notizia di un nuovo bombardamento: si tratta di un orfanotrofio. E mentre Marco è intento a preparare il suo servizio entra in una camerata piena di culle, rimane colpito da un’unica bimba bruna fra tutti gli altri biondi. È Malina e ha dieci mesi. Il giornalista capisce subito che quell’incontro gli cambierà la vita. Quella bambina sola e indifesa, infatti, fa nascere il lui un forte sentimento di paternità, come mai provato prima. Tra mille dubbi su come e se riuscirà a diventare un buon padre, Marco decide di portare la piccola Malina con sé in Italia. Salvarla da quell’inferno di fuoco e dolore non sarà comunque un’impresa facile, ma non sarà solo, Marco potrà contare, infatti, sul valido aiuto di un gruppo di persone amiche.

“L’angelo di Sarajevo”, una coproduzione Rai Fiction – Picomedia, prodotta da Roberto Sessa per Picomedia in collaborazione con Iblafilm, segna il ritorno su Rai1 di Giuseppe Fiorello nei panni del reporter Marco De Luca in un’emozionante storia che racconta l’affidamento di una bambina sullo sfondo del conflitto serbo-bosniaco. La miniserie, per la regia di Enzo Monteleone, liberamente tratta dal romanzo di Franco Di Mare “Non chiedere perché” è ispirata a vicende realmente accadute. Due puntate in onda martedì 20 e mercoledì 21 gennaio, in prima serata su Rai1, con Luca Angeletti, Thekla Reuten, Radoje Cupic, Adnan Haskovic, Bruno Armando e con la partecipazione di Emanuela Grimalda. Straordinario anche il cast tecnico che vanta alcuni tra i principali professionisti del cinema italiano recentemente premiati con i maggiori riconoscimenti come Cecilia Zanuso (vincitrice del premio David di Donatello 2014 nella categoria Migliore Montatore per il film Il capitale umano di Paolo Virzì), Pivio e Aldo De Scalzi (vincitori del premio David di Donatello 2014 nella categoria Migliore Musicista per il film Song’e Napule dei Manetti Bros) e Stefano Falivene (vincitore del premio Italian Golden Globe 2014 nella categoria Migliore Fotografia per il film Still life di Uberto Pasolini).

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