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Monica Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto ai vertici della nuova Rai

Antonio Campo Dall’Orto
Antonio Campo Dall’Orto è il nuovo direttore generale della Rai

Antonio Campo Dall’Orto è stato nominato direttore generale della Rai dal nuovo consiglio d’amministrazione di Viale Mazzini, presieduto dalla presidente Monica Maggioni. “Ringrazio il Consiglio di amministrazione e l’azionista – ha commentato Dall’Orto – per avermi scelto per questo importante progetto, aziendale e culturale. Da subito mi metto al lavoro, certo di poter contare sullo spirito di squadra, sulle competenze e sulla voglia di fare di tutti coloro che saranno parte di questa importante sfida”.

Il giornalista Mattia Feltri su La Stampa traccia un ritratto del nuovo direttore generale della Rai, che in passato ha guidato Mtv e La7:

Antonio Campo Dall’Orto (d’ora in poi Cdo) è un uomo che coltiva speranze e amicizie, cioè è un uomo molto contemporaneo. Aveva sperato, come tanti, nel Silvio Berlusconi del 1994 e, come tanti, ha sperato nel Walter Veltroni del 2008 così come spera – e già con più profitto – nel Matteo Renzi del 2015. Con Berlusconi è finita alla svelta: era stato selezionato, insieme ad altri dieci, per fargli da assistente personale ma, quando ha saputo che si trattava di stargli a fianco 24 ore al giorno, si l’è battuta. Con Veltroni sindaco di Roma è durata parecchio, Cdo era negli anni sugosissimi di Mtv, Music Television, e Veltroni era arrivato in piazza a Bologna insieme ad altri 80 mila per dire no alla chiusura dell’emittente, cui stavano levando le frequenze; Cdo era tornato in Italia dal Brasile, dove giaceva sulle spiagge di Bahia, per parlare col ministro Antonio Maccanico ma non ne cavò nulla: Maccanico era un po’ sordo e comunque di emittenti per videoclip ci capiva poco. Figuriamoci se non ne capiva Veltroni, e infatti insieme organizzarono concerti di Bob Geldof e serate pro Africa in piazza del Popolo, cioè tutta la roba entusiastica tipica di quella sindacatura.  Poi, si diceva, Cdo coltiva amicizie. In qualsiasi posto abbia lavorato, rimangono colleghi che parlano di lui con struggenti malinconie (a proposito, siccome questo dovrebbe essere un ritratto è meglio ricordare che Cdo è nato a Conegliano, provincia di Treviso, quasi 51 anni fa, si è laureato in economia a Ca’ Foscari, ha cominciato a Ims Europa, nel ’92 è vicedirettore di Canale 5, poi direttore e amministratore delegato di Mtv, dunque a La7, il passaggio alle Poste e, imminente, è il ritorno alla tv, ora in Rai. È stato fidanzato con Giorgia Surina, attrice esteticamente fastosa, ed è stato un buon giocatore di calcio, carriera stroncata da un infortunio quando militava in C2). Dicono che lavora parecchio (siamo tornati agli amici), che è decisamente garbato, che ha profili quasi deliziosi, che è uno capacissimo di studiare il terreno su cui gli tocca muoversi, e lo delimiterà presto. Che è così legato alle origini e alla terra da radunare a Venezia familiari e famigli, prima di Natale, per scambio di auguri e regalini.  I toni si stanno facendo imbarazzanti, ce ne rendiamo conto. Ci sarebbe almeno da dettagliare sul buco di decine di milioni di euro – investimenti da 60 all’anno – accumulato da Cdo negli anni de La7, anni di meraviglioso scialo, nasce il regno di Maurizio Crozza, Giuliano Ferrara, Daria Bignardi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi e così via, una tv che c’è da baciarsi i gomiti non fosse per il terribile passivo. Non c’è niente da fare: a La7 dicono che lui ne è responsabile fino a un certo punto, contano più le idee e le innovazioni che hanno colpito anche uno severo come Aldo Grasso. Resta da segnalare che non indossa la cravatta, usa mezzi pubblici e organizza i Goldon Games (goldon da goldone, cioè preservativo), gare da spiaggia con gli amici . Quelli come lui, con tanti amici e tante speranze (e qualche idea), fanno sempre carriera.

Monica Maggioni
Monica Maggioni, la nuova presidente della Rai

Invece la direttrice di Rai News 24, Televideo e del portale online d’informazione Rainews.it, Monica Maggioni, è stata eletta alla presidenza della Rai. La giornalista ha un lungo trascorso nel servizio pubblico, dove ha esordito nel 1996 a Tv7. Maggioni è stata per anni inviata di guerra, in particolare in Iraq dove ha seguito la seconda guerra del Golfo. Il collega Paolo Mastrolilli su La Stampa la descrive così:

Una cosa si può dire su Monica Maggioni, senza il timore di poter essere smentiti: se chi lavora con lei ci mettesse la metà del suo entusiasmo e del suo impegno, qualunque azienda raddoppierebbe la produttività. E anche la qualità. Qualche esempio basta a dimostrare questo punto. Quando l’ex senatrice Ingrid Betancourt fu liberata, dopo anni passati come ostaggio, in redazione al TG1 lo sapemmo verso le dieci di sera. Monica era in Jamaica, a girare i servizi di preparazione per le Olimpiadi di Pechino, con i grandi sprinter dell’isola caraibica. Le dicemmo che alle 20 del giorno dopo doveva andare in onda in diretta da Bogotà: come, era un problema suo. Arrivò in tempo, andò in onda, e fummo i primi a trasmettere le dichiarazioni in cui la Betancourt ringraziava l’Italia per il sostegno ricevuto negli anni della prigionia. Dopo i rapimenti e gli attentati avvenuti in Iraq, la Rai si era ritirata da quel paese, per comprensibile prudenza. Però Monica, che era stata là durante la guerra, era convinta che si potesse tornare, farlo in sicurezza, e portare indietro notizie. La ascoltammo, perché il dovere dei giornalisti è fare tutto il possibile per informare al meglio. Andò, realizzando la prima e unica intervista rilasciata ai media italiani dal generale Petraeus. Allora Petraeus comandava la “surge”, con cui era riuscito a riportare un po’ di stabilità in Iraq, usando la strategia dell’Anbar Awakening, che secondo molti analisti oggi sarebbe la chiave per sollevare le tribù sunnite contro le violenze dell’Isis. La televisione è complicata, perché soprattutto nel settore dell’informazione non consente mezze misure: o sei sul campo, riprendi le immagini, dai voce alle persone, oppure niente. E Monica non si tirava mai indietro. Dai tempi della scuola di giornalismo a Perugia, fino alle missioni nei teatri di guerra, chiamarla significava avere sempre una risposta positiva. Pure se avesse avuto l’ulcera, partiva e arrivava. E’ anche un luogo di personalità forti, la tv, di concorrenza, di gelosie, di equilibri politici, che sono nella natura di un servizio pubblico come la Rai. E quindi anche di polemiche, come ad esempio quando aveva partecipato nel 2014 all’incontro del gruppo Bilderberg a Copenhagen. Queste però sono pure relazioni, che servono poi ai giornalisti per arrivare alle fonti e trovare le notizie. Come aveva fatto l’anno prima con l’intervista al presidente siriano Assad, realizzata per Rainews24 durante la crisi provocata dall’uso delle armi chimiche. La nuova presidentessa della Rai di sicuro conosce l’azienda che dovrà guidare, con tutte le sue potenzialità e i suoi limiti. Conosce il mezzo televisivo, e gli ambiti in cui il servizio pubblico può essere migliorato e adattato alla velocità dei tempi in cui viviamo. Ha esperienza e dedizione, che chi la conosce ha visto sul campo. Se riuscirà a trasmetterla ai colleghi con cui continuerà a lavorare, sarà una scossa positiva per la Rai.

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