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Gran finale per Quello che (non) ho. Saviano verso il ritorno in Rai

“E La7 ieri sera con Quello che (non) ho ha fatto più ascolti di Raiuno. Non l’avrei mai creduto!”. Così Roberto Saviano ha commentato il clamoroso risultato ottenuto nella terza ed ultima puntata di Quello che (non) ho condotto con Fabio Fazio in prima serata su La7. Infatti la puntata ha raccolto 2 milioni 937 mila telespettatori (12.93%) nella prima parte dalle 21.11 alle 00.21 e 1 milione 433 mila (17.11%) nella seconda dalle 00.27 alle 00.43. I picchi della serata hanno superato i 4 milioni di telespettatori (4027 mln alle 22:20) e il 19% di share (19.34% alle 00:01). Inoltre La7 è stata la rete più vista in assoluto per oltre un’ora non consecutiva (dalle 23:26 alle 00:13, alle 00:15 e dalle 00:31 alle 00:42). Sul pubblico dei laureati, il programma ha raggiunto il 31.21% di share media ed anche in questo caso si tratta del programma più visto della serata per questo target. Le tre serate del programma hanno realizzato complessivamente il 12.67% di share media con quasi 2,9 milioni di telespettatori (2 milioni 868 mila) contattando oltre 15 milioni di italiani (15 milioni 276 mila), ovvero più di un quarto dell’intera popolazione (26.3%).

“Senza La7 Quello che (non) ho (e che già ci manca) non sarebbe mai nato. Ci voleva una rete libera e coraggiosa per offrire e garantire con la sua storia a Fabio Fazio e Roberto Saviano. A Luciana Littizzetto e a tutti gli ospiti venuti a raccontare le loro parole, uno spazio di libertà e di coraggio, di professionalità e di ascolto” ha commentato il direttore di rete Paolo Ruffini, annunciando che “domenica 27 maggio andrà in onda in prime time uno speciale, Quello che ho, tra meglio di, dietro le quinte e forse qualcosa di inedito”. Ruffini ha anche aggiunto che “I tre giorni alle Ogr di Torino dimostrano che la buona televisione è fatta di cose da mostrare e da vedere, da dire e da ascoltare. E’ una costruzione paziente, artigianale. Semplice e complessa al tempo stesso. Ha bisogno di volti credibili, di talento e di passione. Di voglia di sorprendere ma anche di coinvolgere. Quello che (non) ho è stato uno spazio dove si sono ritrovate, radunate quasi, parole e persone, al di qua e al di là dello schermo. E’ questo radunarsi che fa di un tasto sul telecomando una rete pronta a raccogliere altre scommesse”.  Continua a leggere Gran finale per Quello che (non) ho. Saviano verso il ritorno in Rai

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RASSEGNA STAMPA/ Il ritorno di Fazio-Saviano con Quello che (non) ho, il festival della parola

Rassegna stampa dedicata al programma Quello che (non) ho, il festival della “parola” condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano su La7. La prima puntata in onda lunedì 14 è stata seguita da 3 milioni 36 mila telespettatori (pari al 12.66% di share) mentre la seconda, trasmessa ieri sera, ha subito un leggero calo registrando 2 milioni 767 mila (12.29%) con picchi di 3,9 milioni di telespettatori (alle 22.28) e del 19.28% di share (alle 00.26). Ovviamente sono lontani i clamorosi ascolti registrati nel 2010 da Vieni via con me presentato dalla stessa coppia su Rai3 (la trasmissione aveva ottenuto infatti una media di 8 milioni 748mila telespettatori, 29.11% di share).

Rito da maestro Manzi nel clima di redenzione

(di Aldo Grasso – Corriere della Sera) Il destino delle parole è che invecchiano e si usurano con gli uomini che le usano. Un po’ martire, un po’ rockstar Roberto Saviano vive di parole, ha costruito il suo successo con le parole e, nonostante la giovane età, viene già osannato come un venerato maestro. Così, con l’aiuto di Fabio Fazio e di illustri «parolieri» come Francesco Piccolo e Michele Serra (seduti in prima fila), ha trovato ospitalità su La7 per ripensare le parole che usiamo (idea non nuovissima). Se un tempo le Officine Grandi riparazioni di Torino servivano a riparare i treni, adesso, come location, riparano parole. Una sfilata di ospiti illustri o meno prende una parola e la spolvera. Annotava nei suoi diari Lev Tolstoj: «Se tutta la complessa vita di molti passa inconsciamente, allora è come se non ci fosse mai stata». Questo è il destino delle parole: a furia di ripeterle, di sentirle nella quotidianità diventano gusci vuoti. Solo i veri scrittori sanno restituire loro il senso della vita, sanno restituircele come «visione» non come «riconoscimento». Fazio e Saviano vogliono educarci, redimerci, farci sentire migliori. Senza gioia, con pedanteria. Le loro trasmissioni sono le sole eredi del maestro Manzi, le sole dove la noia viene scambiata per insegnamento, la demagogia per redenzione, la retorica per vaticinio. E, ovviamente, hanno successo perché la tv del dolore conosce tante forme, anche quella di predicare sui suicidi o sui bambini di Beslan. Il clima è sempre quello del rito, della celebrazione: una sorta di consacrazione laica della parola, una necessaria penitenza perché lo sproloquio si offra a noi come eloquio. Sotto le parole, niente. Solo un po’ di omelia televisiva, dove quello che non ho si confonde volentieri con quello che non so. La debolezza di questo reading è che tutti ti fanno venire il senso di colpa, persino Pupi Avati con i suoi ricordi felliniani al borotalco, persino il duo Travaglio-Lerner: se non sei impegnato, sei non vuoi cambiare il mondo con noi, se non usi le parole come arma di difesa civile, insomma sei poco propenso alla bacchettoneria, che tu sia dannato in eterno. Fra i tanti luoghi comuni, ci sono anche le parole che il ceto medio riflessivo non dovrebbe mai pronunciare perché fanno cafone: sbaglio o la parola marketta non c’era?

Fazio-Saviano tornano i riparatori di grandi parole

(di Alessandra Comazzi – La Stampa) Sul maestoso palcoscenico delle Ogr di Torino, la fisicità del ferro resa liquida da quel materiale che si chiama «switch glass», seconda puntata su La7 di Quello che (non) ho . Puntata più sciolta, i buoni risultati hanno evidentemente confortato tutti. Irrompe Maria Callas che canta Casta diva , dalla Norma . E pure della Norma parlava una missiva, spedita al boss «zio» Michele Zagaria, letta da Elio Germano, che a Roberto Saviano è servita come base per il suo primo monologo, dedicato a decodificare i linguaggi, i codici della mafia. «Difendendo la parola, difendiamo anche il nostro territorio». I pizzini nell’era di Facebook. Domani è un altro giorno e del doman non v’è certezza. Ma intanto a La7 gioiscono: il primo appuntamento è stato seguito da 3 milioni 36 mila telespettatori, 9 milioni di contatti, 12,66% di share. Record assoluto per la rete, triplicato il seguito medio della prima serata, tutti contenti, dalla coppia FazioSaviano alla impegnativa produzione Endemol al direttore Paolo Ruffini che, se proprio dovrà essere venduto e comprato insieme con l’emittente, potrà presentare le sue medaglie. Ieri la formula del «programma di parola» si è consolidata. Posto che le parole si stanno deteriorando, e nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino si aggiustavano i treni, ecco un modo per riparare alcune parole care. Ogni ospite porta la sua. Mare, per Achille Selleri, tenente di vascello di Lampedusa; resistenza, per la partigiana Vanda Bianchi; quaderno, per Scola; simpatia, per Raffaele La Capria; stronzo, parlando con pardon, per Littizzetto; pietra, per Rocco Papaleo; stupore per Nicola Piovani. La parola di giornata di Massimo Gramellini è stata: benefattore. Saviano ha raccontato anche la vita dei testimoni di giustizia; ha introdotto Leena Ben Mhenni che ha ricordato le primavere arabe, e poi gli «scortati», alcuni giornalisti e testimoni di giustizia sotto protezione: «La scorta è come un incidente. Lo Stato ti difende per difendere anche un diritto fondamentale: il diritto alla parola. Le parole hanno messo paura alle mafie: sono loro ad essere fondamentali». Luoghi comuni. Fazio e Littizzetto se ne sono palleggiati alcuni straordinari: «I giovani si drogano tutti. A diciott’anni hanno già la macchina. Quelli con il Suv sono tutti stronzi. Il vino vero è solo quello rosso. Il tartufo vero è solo quello bianco. La cioccolata vera è solo quella fondente. È tutto un magna magna. Per forza poi c’è Grillo. Casini è un bell’uomo. Fini parla bene. Bersani poverino, è una brava persona. Meno male che c’è Napolitano». Musica. La prima sera sembrava un po’ appiccicata. Ieri Francesco Guccini in arancione ha recuperato con la sua parola: cantautore. E Capossela, con la parola «Grecia», ha proposto un arrangiamento di Quello che non ho semplicemente struggente. Continua a leggere RASSEGNA STAMPA/ Il ritorno di Fazio-Saviano con Quello che (non) ho, il festival della parola

ASCOLTI TV/ 7,5 mln per l’ultima puntata di UNA GRANDE FAMIGLIA. 3 mln per il debutto di QUELLO CHE (NON) HO

Boom di ascolti per l’ultima puntata della prima stagione della serie Una grande famiglia, con Stefania Sandrelli, Gianni Cavina e Alessandro Gassman, che su Raiuno ha ottenuto 7 milioni 532 mila telespettatori pari al 26.39% di share. Lo sceneggiatore  Ivan Cotroneo ha annunciato al settimanale Sorrisi e Canzoni Tv che le riprese della seconda stagione dovrebbero iniziare già in estate: “Il successo ha sorpreso anche noi. Il nostro voleva essere un racconto sulla fiducia nei confronti delle persone che ami, conquista sempre fragile. Una delle paure che ci spaventa di più, ha affermato tempo fa David Lynch, è quella di non conoscere davvero chi ci dorme accanto. Così la scomparsa di Edoardo, il personaggio di Alessandro Gassman, ha svela segreti e tradimenti. E poi c’è tutto il resto, un affollato mondo familiare, buffo e drammatico, esattamente come le nostre vite”. La media delle sei puntate è stata di 6 milioni 800 mila telespettatori.

Su Canale 5 continua a scendere lo show Scherzi a parte che ha raccolto 3 milioni 554 mila telespettatori (14.73%). Su La7 il programma Quello che (non) ho condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano ha debuttato con 3 milioni 36 mila telespettatori (12.66%). Un record per La7, terza rete più vista della serata. Lo scrittore su Twitter ha commentato: “Un risultato pazzesco. Incredibile che tante persone abbiano voluto difendere una tv fatta di parole”. Picco della serata (18.45%) poco dopo la mezzanotte, durante l’intervento di Luciana Littizetto. Continua a leggere ASCOLTI TV/ 7,5 mln per l’ultima puntata di UNA GRANDE FAMIGLIA. 3 mln per il debutto di QUELLO CHE (NON) HO

“Quello che (non) ho” con Fabio Fazio e Roberto Saviano il 14, 15 e 16 maggio su La7

Dopo lo straordinario successo di Vieni via con me, Fabio Fazio e Roberto Saviano ritornano in tv, questa volta su La7, con il programma-evento Quello che (non) ho in onda in prima serata il 14, 15 e 16 maggio in diretta dalle Officine Grandi Riparazioni (“Ogr”) di Torino. Ospiti fissi del programma saranno Elisa e Luciana Littizzetto. “Saranno tre giorni di fila, come una sorta di Sanremo, in cui Roberto tornerà con i suoi racconti e abbiamo chiesto agli ospiti di portare una parola per ridefinirla – ha dichiarato Fazio a Otto e Mezzo di Lilli Gruber – . Siamo partiti dall’impressione che le parole abbiano perso molto del loro significato da parte di chi le adopera, quindi ridare il corretto significato e importanza può essere un modo per ricominciare per un buon inizio”. Il programma, con la regia di Duccio Forzano, è prodotto da Endemol, come già per Vieni via con me su Rai3. Nel programma ciascun ospite porterà in studio la sua parola ‘cara’, raccontando una storia, leggendo un brano, raccontando una canzone.

Infatti, in occasione della presentazione della nuova trasmissione, tenutasi oggi al Salone del Libro di Torino, Fazio ha sottolineato: “Tutti noi che facciamo comunicazione, in tv, in radio, nei giornali, abbiamo un po’ perso l’abitudine a riflettere se quello che stiamo pronunciando e scrivendo corrisponde esattamente all’intenzione che vogliamo esprimere, addirittura oggi è considerato meritorio come armi da scagliare contro qualcuno, per cui se non c’è polemica non è interessante nulla e invece si scopre che l’interessante è quasi dovunque, basta saperlo guardare e la parola e lo strumento che lo traduce. A portare le parole in trasmissione saranno i nostri ospiti, che sceglieranno le parole care, quelle da difendere e che tradotte nella loro esperienza assumono un significato diverso dalla definizione fredda e corretta del dizionario. La parola ascoltata in tv viene letta come se fosse in teatro perché vogliamo coinvolgere tutti i linguaggi possibili. Il programma sarà assolutamente letterario e siamo felici di farlo”. Inoltre il conduttore di Che tempo che fa ha auspicato il ritorno in Rai di Saviano. Il primo monologo dello scrittore sarà dedicato alla crisi economica e alla tragedia dei suicidi. Inoltre nella prima puntata ci saranno tra gli altri Pierfrancesco Favino, Pupi Avati, Paolo Rossi, Raphael Gualazzi, i Litfiba, Ettore Scola ed Ermanno Olmi.  Continua a leggere “Quello che (non) ho” con Fabio Fazio e Roberto Saviano il 14, 15 e 16 maggio su La7