Rassegna stampa

Rassegna stampa: Maltese, il romanzo del commissario

7 milioni 433 mila telespettatori, pari al 30.25% di share, hanno seguito, lunedì 8 maggio su Rai1, la prima puntata di Maltese – Il romanzo del commissario, con Kim Rossi Stuart. “Dopo gli straordinari successi di Montalbano e dei Medici, si tratta del terzo ascolto più alto della stagione fiction del servizio pubblico” scrive la Rai in un comunicato ufficiale. “Durante la serata, sono stati ben 13 milioni e 200 mila gli italiani che sono entrati in contatto con Maltese, altissimo anche il valore di permanenza che ha raggiunto il 56,4% del totale della durata. Nella specifica fascia di messa in onda, il prime time, Rai1 è la rete più vista su tutti i principali target compreso quello dei 25-54enni che ieri sera ha raggiunto il 21%. Da segnalare anche i picchi di ascolto sui laureati (lo share è stato pari al 38,6%, con una permanenza media del 60%) e l’apprezzamento degli abbonati alla pay tv per i quali lo share è stato pari al 31,7%. A livello regionale, il record è stato segnato in Sicilia, dove lo share è salito al 45,2%”.

Per Aldo Grasso la serie è un modello di fiction civile:

Siamo nel 1976 (nelle stanze della Questura è appeso il quadro del presidente Giovanni Leone) e il commissario Maltese (Kim Rossi Stuart) torna a Trapani dopo 20 anni di assenza per il matrimonio di un suo carissimo amico d’infanzia, il commissario Gianni Peralta. Ha lasciato la città perché non sopportava il ricordo del padre trovato impiccato e anche la sua vita coniugale è naufragata in fretta. Il lieto evento dell’amico però non si terrà, perché Gianni e la futura moglie vengono brutalmente assassinati davanti agli occhi del commissario, il giorno prima della cerimonia. Maltese si trasferisce così a Trapani per indagare attivamente su quello che sembra a tutte le evidenze un omicidio di stampo mafioso. Ma la mafia nel 1976 era «qualcosa che non esisteva», come sottolinea il questore di Trapani. Maltese – Il Romanzo del Commissario è miniserie in quattro puntate prodotta da Palomar (la casa di produzione di Montalbano), scritta da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli e diretta da Gianluca Tavarelli. Per quanto ben girata e imperniata su temi importanti (il commissario integerrimo che vive la lotta alla criminalità organizzata come una vera e propria missione), la fiction ripropone temi e modelli già trattati in passato dal cinema e dalla stessa tv. L’abilità di Rai Fiction è duplice: da una parteesprime una costante e sicura attitudine a sapersi sintonizzare sul pubblico di Rai1 (il racconto è sempre al limite del didascalico, lascia poco spazio a soluzioni linguistiche che creino ambiguità o spessore); dall’altra, invece, è andata a occupare quello spazio «civile» lasciato scoperto da Canale 5. Le serie spagnole o le fiction di Alberto Tarallo e Teodosio Losito (caratterizzate da una dismisura narrativa molto trash) hanno permesso a Rai1 di impadronirsidi quelle tematiche civili, poliziesche e di lotta alla mafia che erano state una delle caratteristiche portanti di Mediaset.

Maltese è un Montalbano per adulti, scrive su Repubblica il critico Antonio Dipollina:

Quattro episodi per Maltese – Storia di un commissario, Rai1. Ovvero la Piovra prima dell Piovra, ma in realtà anche un azzardo vintage, sfidando l’immaginario ormai fisso da noi su mafia e fiction. Prodotta dalla Palomar del commissario più amato, Maltese è però un Montalbano per adulti, calato nella ricostruzione degli anni della presa d’atto della mafia come potenza criminale. Il primo episodio era generalista e si capiva tutto (con ascolti conseguenti, 7.5 milioni di spettatori, 30 per cento): già da stasera aumenta la quota dark, con angoli oscuri e trama che si aggroviglia. Kim Rossi Stuart si trincera dietro gli indispensabili baffi che lo difendono e induriscono e rende a dovere la figura nevrotica del commissario a cui tocca difendersi dalla sua stessa avvenenza. Stasera sbucheranno anche citazioni di Jaco Pastorius (!!) e una schitarrata su Drupi. Roba che anche il cuore di pietra più solido si scioglie e va appresso al racconto.

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