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L’America si ferma per il Super Bowl, nell’halftime lo show di Lady Gaga

Domenica 5 febbraio gli Stati Uniti d’America si fermano per assistere all’evento più atteso dell’anno: il Super Bowl, giunto alla 51ª edizione, con la sfida tra i New England Patriots e gli Atlanta Falcons. In Italia l’evento è trasmesso su Sky da Fox Sports dalle ore 23 e in chiaro da Italia 1 dalle ore 23.45 con un Road to Super Bowl per accompagnare i telespettatori fino al fischio d’inizio.

La finale che decreterà il vincitore della National Football League (Nfl) si giocherà davanti ai 72 mila spettatori dell’Nrg Stadium a Houston, in Texas. L’impianto, inaugurato nel 2002 e costato 449 milioni di dollari, ha già ospitato la finale del 2004. Il costo medio per un biglietto è di 5.000 dollari (solo tre anni fa la media era 2.500). Il giornalista Emanuele Cuomo snocciola sul quotidiano Il Sole 24 Ore tutti i numeri del Super Bowl:

Lo scorso anno 111,9 milioni di telespettatori americani hanno assistito al successo dei Denver Broncos sui Carolina Panthers. In occasione della sfida del 7 febbraio 2016 si sono registrati 16,9 milioni di tweet. Per l’epilogo della stagione della Nfl gli americani non badano a spese: è stato stimato che nel 2015 i consumatori hanno sborsato 14 miliardi di dollari per l’acquisto di beni e servizi legati all’evento. L’indotto economico per la San Francisco Bay Area, che ospitò il Super Bowl 50, fu di 240 milioni di dollari. La risonanza mediatica del Super Bowl non sfugge alle multinazionali: nel 2016 l’azienda Anheuser-Busch ha speso 33,6 milioni di dollari per promuovere il suo brand durante la finale. Anche quest’anno la pubblicità costa cara, infatti uno spot di 30 secondi costa 5 milioni. Il giro d’affari della Nfl è in costante crescita: nel 2016 si sono registrate entrate per 13 miliardi di dollari. Il commissario della lega, Roger Goodell, ha percepito un salario di 34,1 milioni di dollari nel 2014; in quattro anni la gestione della Nfl gli ha fruttato 145 milioni, vale a dire 65 milioni in più rispetto a quanto guadagnato dalla stella Drew Brees nello stesso periodo. Gli introiti principali per il football americano vengono dalla vendita dei diritti per la trasmissione di partite e highlights: nel 2016, da media e piattaforme digitali, sono arrivate risorse superiori ai 7 miliardi di dollari. Il sistema di diffusione delle immagini si distribuisce lungo tre canali: via cavo, via satellite e tramite le piattaforme digitali. Nbc, Cbs, Fox e Espn garantiscono almeno 5 miliardi di dollari all’anno, mentre DirecTV assicurerà 1,5 miliardi a stagione sino al 2022. Per il Thursday Night Football, Cbs e Nbc sono arrivate a pagare un totale di 900 milioni in due anni. Le immagini delle dieci sfide del giovedì, sono molto seguite dagli appassionati, vengono trasmesse anche in streaming su Twitter. Il social network ha siglato un accordo in esclusiva per il 2016, battendo la concorrenza di altri colossi come YouTube, Amazon, Facebook e Yahoo. Proprio quest’ultima nel 2015 ha speso tra i 17 e i 20 milioni di dollari per i diritti di una sola partita. Cifre che possono sembrare spropositate, ma che trovano riscontro nei dati raccolti dalla Nielsen, secondo i quali 199 milioni di persone nel 2015 hanno seguito l’Nfl. La lega professionistica è composta da 32 squadre, che si sono spartite nel 2016 ben 7,1 miliardi di dollari (222,6 milioni a testa). Secondo Forbes, in media, l’Enterprise Value (equity più debito netto) di un team Nfl è di 2,3 miliardi. Tra le prime 50 squadre sportive per valore economico ben 27 militano nella Nfl. I Dallas Cowboys, che possono contare su entrate pari a 700 milioni all’anno, sono il team dal valore più elevato: 4,2 miliardi. Per ciò che concerne le finaliste del Super Bowl, l’Ev dei New England Patriots è pari a 3,4 miliardi, una cifra molto più elevata rispetto ai 175 milioni pagati nel 1994 dall’attuale proprietario Robert Kraft. Per ciò che concerne i Falcons, invece, il valore del team di Atlanta si attesta a 2,1 miliardi, quasi quattro volte in più rispetto ai 545 milioni sborsati nel 2002 da Arthur Blank. La competitività del torneo è garantita dal salary cap (pari a 155,27 milioni nel 2016). Dal 1994, anno in cui è stato introdotto il tetto massimo che ogni squadra può spendere per i salari dei giocatori, ben 13 squadre diverse hanno alzato al cielo il Lombardi Trophy. Il trofeo, che prende il nome dall’ex allenatore Vince Lombardi (scomparso nel 1970), è composto d’argento e viene prodotto dalla Tiffany & Co. Ad oggi il giocatore Nfl più ricco è Cam Newton: il quarterback dei Carolina Panthers guadagna 53 milioni di dollari a stagione. Newton è il settimo sportivo più pagato al mondo e forse non si dispererà per aver perso l’occasione di giocarsi il Super Bowl, che regala 102 mila dollari a ciascun giocatore vincente. Nel football americano non se la passano male nemmeno gli allenatori, con Sean Payton dei New Orleans Saints e Pete Carroll dei Seattle Seahawks che ricevono uno stipendio annuo di 8 milioni di dollari.

La partita dei record (da Il Sole 24 Ore)
La partita dei record (da Il Sole 24 Ore)

L’attesa più grande, come da tradizione, non sarà concentrata solo sulla sfida sportiva, ma sull’esibizione della star di turno nell’Halftime show: quest’anno toccherà infatti a Lady Gaga, che nella finale dello scorso anno cantò l’inno nazionale. “Farò uno show per il mondo intero” assicura la pop star.

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