Rassegna stampa

Rassegna stampa: I bastardi di Pizzofalcone

Lunedì 9 e martedì 10 gennaio Rai1 ha trasmesso le prime due puntate della serie I bastardi di Pizzofalcone, tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni (Bastardi di Pizzofalcone, Buio e Gelo), ambientati nella Napoli contemporanea. La fiction, diretta da Carlo Carlei, vede come protagonista Alessandro Gassmann, nei panni dell’Ispettore Loiacono, insieme a Carolina Crescentini, Tosca D’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato e Simona Tabasco. La serie racconta in 6 puntate le vicende del Commissariato di Pizzofalcone, una struttura piccola ma storica che presidia un’area molto mista, che va dai quartieri spagnoli all’aristocratico lungomare, in cui, tra enormi difficoltà, coesistono e convivono realtà diverse, in perenne conflitto tra loro. I primi due appuntamenti hanno ottenuto un grande successo di pubblico (ben al di sopra delle stime di ascolto di Rai Pubblicità, che aveva previsto una media di 5,4 milioni di spettatori – 21% di share%). Infatti, il primo è stato seguito da 6 milioni 944 mila spettatori, pari al 25.52% di share, mentre il secondo ha raccolto 6 milioni 806 mila spettatori (25.48%).

Ne I bastardi di Pizzofalcone i poliziotti non devono occuparsi di risolvere omicidi, ma molto di più dei loro singoli problemi, scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera:

«I bastardi di Pizzofalcone» è la nuova fiction di Rai1. Nel cast vanta la presenza di Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini. L’ispettore Giuseppe Lojacono, romano d’origine e siciliano di adozione, viene trasferito a Napoli e viene chiamato dalla questura a far parte della squadra del commissario Palma, poliziotto integerrimo a cui, in attesa della agognata promozione, viene affidata una squadra di agenti scombinati, per di più macchiati di una qualche colpa e per questo ritenuti poliziotti scomodi dai dirigenti dei commissariati di appartenenza che non vedevano l’ora di liberarsene. Il loro lavoro dovrebbe essere per di più burocratico, ma ben presto, con l’arrivo di Lojacono e della pm Laura Piras, si trovano ad affrontare indagini delicate. La miniserie è tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, che firma anche la sceneggiatura insieme a Silvia Napolitano e Francesca Panzarella; la regia è di Carlo Carlei. Da non molto, Rai Fiction ha scoperto il poliziesco, sulle tracce di «Distretto di polizia» (2000), la fortunata serie di Mediaset. In cosa diverge «I bastardi di Pizzofalcone»? Questi poliziotti bordeline non devono occuparsi soltanto di risolvere omicidi, ma devono preoccuparsi molto di più dei loro singoli problemi. Stile «Hill Street Blues». La serie ha l’indubbia capacità di tararsi sul pubblico di Rai1 offrendogli il famoso risvolto umano. Un poliziotto è manesco che picchia la moglie; un altro, anzianotto, parla da solo con la moglie morta e ha le sue fisime investigative; un’altra ha un figlio che manifesta disabilità psichiche; un’altra ancora non riesce a rivelare alla famiglia la sua omofilia. Insomma, nel commissariato di Pizzofalcone c’è assortimento di casi umani da far invidia a un’azienda sanitaria. Non è difficile capire come andrà a finire fra l’ispettore e la magistrata. Che, per altro, recitano molto bene.

Per il critico del quotidiano Repubblica, Antonio Dipollina, la trasposizione di Carlo Carlei risente assai del dovere di passaggio su Rai1:

PIZZOFALCONE, centro del mondo. I libri di Maurizio De Giovanni avevano già fatto centro ben oltre la cerchia di appassionati noiristi. Napoli, un commissariato squinternato e pieno di tipacci, dropout e quindi curiosissimi, l’esempio supremo di un maestro come Ed McBain a guidare nello spirito le storie costruite su personaggi azzeccati — le trame delittuose e la loro risoluzione sono più che secondarie. La trasposizione di Carlo Carlei — con Alessandro Gassmann nel ruolo dell’ispettore Lojacono — risente assai del dovere di passaggio su Rai1, certi snodi sono aggirati facilmente, la pm Carolina Crescentini è un po’ troppo elegante in ogni senso. Su Rai2 il Giallini-Schiavone godeva di molta più libertà. Ma già dalla seconda puntata in onda ieri sera lo spazio si allarga al groviglio delle storie personali dei poliziotti e tutto ne guadagna. Per I bastardi di Pizzofalcone gran pubblico e grande facilità nell’affezionarsi a tutto quanto.

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