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Su Sky la serie The Young Pope con Jude Law: il giovane Papa di Paolo Sorrentino tra solitudine e contraddizione

A partire da venerdì 21 ottobre alle 21.15 Sky Atlantic trasmette l’attesa serie The Young Pope, coprodotta da Sky, HBO e Canal+, diretta e scritta dal premio Oscar Paolo Sorrentino. La serie racconta in dieci episodi la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia, interpretato dall’attore britannico Jude LawIl Papa scritto da Sorrentino è giovane e affascinante, imprevedibile, immerso nelle contraddizioni del presente. “So per certo che non è stato creato con l’obiettivo di scandalizzare o per il gusto di farlo. Spero, invece, che il pubblico sia incuriosito dalle questioni sollevate dalla storia e dai rapporti tra i vari personaggi” spiega Jude Law in un’intervista a La Stampa. “Non mi ha stupito apprendere che, dietro la facciata di un’istituzione come il Vaticano, con poteri e risorse economiche così enormi, potrebbero esserci dinamiche simili a quelle che il film racconta – aggiunge l’attore -. Il tema centrale è il potere ed è quello che mi ha interessato”.

Con The Young Pope Paolo Sorrentino ha deciso di affrontare un territorio che fino a ieri non aveva ancora esplorato: “Per curiosità – rivela il regista -. Negli ultimi anni molti grandi registi hanno contribuito a portare le serie fuori dai vecchi canoni tradizionali del feuilleton e dello sceneggiato che in un’epoca non troppo lontana dominavano lo scenario televisivo. La possibilità di sperimentare in libertà lungo l’arco di una storia così complessa e sfaccettata mi è parsa un’enorme occasione di spaziare con la fantasia senza rinunciare a tutti quegli elementi narrativi che per ragioni di tempo e di spazio, nel racconto cinematografico, spesso invece vengono sacrificati”. Ma come è arrivato a immaginare il suo Papa? “Riflettendo su un film per la televisione che avesse come sfondo il sempre difficile tema della religione, mi venne un’idea apparentemente balorda – racconta Sorrentino -. Perché non pensiamo a un Pontefice che sia agli antipodi di Papa Francesco? Dopo un capo della Chiesa così legato al felice rapporto con la gente e con le folle, immaginai un alter ego totalmente diverso da lui. Un uomo legato alla tradizione e ai riti ancestrali della Chiesa cattolica. Un Papa che chiudesse – invece di aprire e senza recitare da conciliante pastore di anime capace di persuadere persone molto distanti da sé – e allontanasse gli empi dalla Chiesa bollandoli di indegnità. Un Papa che rimproverasse i fedeli richiamandoli a un sacrificio assoluto, a un fideismo di stampo oscurantista”.

Il regista, vincitore nel 2014 del premio Oscar con La Grande Bellezza come miglior film straniero, racconta come è arrivato a scegliere Jude Law: “L’avevo visto qualche anno fa in Era mio padre di Sam Mendes e mi aveva incantato per la camminata. In quel film Jude camminava in un modo che rivelava tutto il mondo interiore del suo personaggio. Un attore che attraverso un movimento del corpo è in grado di dire così tanto su un personaggio è un attore fuori dal comune. È qualcosa di fenomenale. Quell’andatura stanca e inevitabile mi aveva totalmente strabiliato. Ho pensato che si potesse partire da lì, ovvero da un talento sterminato. E solo un talento sterminato poteva caricarsi sulle spalle, senza facili derive agiografiche, un personaggio così difficile come quello di un Papa che non esiste nella realtà”.

The Young Pope è “un film sulla solitudine, che è il punto cruciale della condizione umana”, spiega Sorrentino: “Anche il Vangelo quando arriva al suo culmine narrativo, quando vuol far vedere che davvero Dio si è fatto uomo, gli fa sentire in croce la solitudine del “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?”. La solitudine come centro della condizione umana era il mio tema. E mostrarla in una figura anomala come il Papa che metto in scena è un espediente utile a trasformarla in racconto”. E’ un film sulla solitudine, dunque, ma anche “sulla prigionia, sulla difficoltà di una seconda vocazione, sul dubbio, sulla rabbia, sull’ambizione, sul potere, sulla difficoltà di essere adulti e su tutta una vasta gamma di sentimenti molto terreni e molto umani. È una saga epica a tutto tondo”.

La serie, costata 40 milioni di euro, vanta un cast internazionale: oltre al protagonista Jude Law, ci sono Diane Keaton, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Càmara, Ludivine Seigner, James Cromwell e Silvio Orlando, nel ruolo del Segretario di Stato.

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