Rassegna stampa

Rassegna stampa: Nemo

Nonostante l’ascolto basso registrato dalla puntata d’esordio (854 mila spettatori pari al 3.78% di share), Nemo – Nessuno escluso, il nuovo programma di Rai2, è stato apprezzato dalla critica. Per Aldo Grasso, il programma punta a catturare i giovani mescolando i generi, forse con troppa carne al fuoco:

«Nemo» c’è, anche se ha fatto ascolti non esaltanti. «Nemo» c’è, ma è tutto da calibrare. Per adesso coesistono tre anime che non si integrano fra di loro. Il lavoro da fare è lungo, ma val la pena di tentare (Rai2, mercoledì, 21.0). C’è Enrico Lucci, che è il più bravo, con una carica surreale sconosciuta alla nostra tv. Il suo servizio sulle bambine che «studiano» da miss e sulle madri che le incoraggiano alla carriera è da antologia. C’è Valentina Petrini, un po’ invadente e sociologizzante. Travestita da Oriani Fallaci va in Ucraina, al fronte, e ci offre un servizio filosovietico puntualmente messo in discussione da Domenico Quirico. E c’è, dietro le quinte, l’ex iena Alessandro Sortino che piazza tutti i servizi che avrebbe dovuto fare per Tv2000. «Nemo» tenta di rivolgersi ai giovani, il pubblico più difficile che ci sia (anche perché non guarda la tv generalista e non guarda più nemmeno il televisore). Lo fa mescolando diversi generi: il servizio di colore, l’inchiesta classica (molto bella quella su Tor Bella Monaca di Daniele Piervincenzi), la youtuber incontenibile (c’è da apprezzare il lavoro che Beppe Cottafavi ha fatto sulla scrittrice Sofia Viscardi), la stand up comedy, le visioni favolistiche di Francesco Facchinetti (immagina una società a costo marginale zero), c’è il bambino che predica bene (nell’anteprima del programma fa temere il peggio), c’è il volontariato, c’è l’attore Sandokan che esprime la necessità di ripartire dalle periferie. C’è forse troppa carne al fuoco. Non è facile metter assieme la profondità d’analisi di Quirico e l’ideologismo di Giorgio Montanini, ma la bravura di un direttore di rete si misura proprio nella capacità di correggere i programmi in corso d’opera. Cosa che, per esempio, non ha saputo fare Daria Bignardi con il povero Semprini.

Per il critico di Avvenire, Andrea Fagioli, Nemo decolla con le storie senza fronzoli:

Cos’è Nemo – Nessuno escluso che ha debuttato mercoledì in prima serata su Rai 2? All’inizio non è chiaro. Parte pure male con un bambino antipatico, giornalista in erba, che parla di inquinamento e si dimentica la parte imparata a memoria. Ma poi il programma decolla con un servizio di Enrico Lucci, ex iena, che tutto ad un tratto sembra si sia rilassato. È sempre caustico e ironico, con l’aria stralunata, ma più che incalzare ascolta e racconta. La storia è quella di mamme che sognano per le loro figlie un futuro da attrice o da fotomodella, comunque da famose «come Carmen Russo». E pensare che qualcuna di queste bambinelle, che si truccano come dive, da grandi vorrebbero fare il dottore! Dopo il decollo, Nemo addirittura vola con un reportage di guerra della conduttrice del programma insieme a Lucci, Valentina Petrini, che ci porta sul fronte ucraino dalla parte dei russi a fianco dei quali combattono alcuni giovani italiani, mercenari dei nostri giorni. Il bello della Petrini è che non nasconde la paura, ansima e ammette: «Ragazzi, per me è la prima volta». Una storia nella storia, dunque. Una storia che comunque potrebbe essere raccontata anche dall’altra parte del fronte. Ecco allora la lucida analisi di Domenico Quirico. Ascoltarlo è un piacere. Nel frattempo sono andate in onda immagini drammatiche e commoventi del salvataggio in mare di un gruppo di profughi. Sono intervenuti in studio vari personaggi. Si va avanti. Ecco un interessante servizio sui ragazzi (raccontato da una coetanea) che la scorsa estate sono andati a Gallipoli, in Puglia, per dare “abbracci gratis” e portare il Vangelo sulle spiagge e nei luoghi della movida all’insegna di «…e gioia sia!». In un monologo l’attore Giovanni Scifoni racconta di essere stato isolato sul set di Squadra antimafia per il fatto di essere credente. Il monologo è comunque sulla bestemmia. Seguono altri ospiti e altri servizi. Cose ancora molto diverse tra loro. Che c’azzeccano? Sono storie, senza fronzoli. È il denominatore comune: racconti, narrazione, vita e morte, gioie e dolori per un programma che fa pensare con la forza del punto di vista, ma soprattutto dell’emozione. Bravo Alessandro Sortino che lo ha scritto, forte anche dell’esperienza maturata a Tv2000 e che qui, come ex iena, ritrova da autore un vecchio compagno di viaggio come conduttore.
Nemo merita maggiore attenzione, scrive su Il Giornale Laura Rio nella sua rubrica Teledico:
In effetti, si meritava un’attenzione maggiore da parte del pubblico televisivo. L’altra sera, Nemo – Nessuno è perfetto, al debutto su Raidue, ha raccolto soltanto una media di 854.000 spettatori, share 3.79 per cento. Poco per un programma prodotto con attenzione, con uno sforzo di inventiva nella confezione e con servizi e reportage interessanti nonché realizzati con impegno e capacità. Il fatto è che, nonostante si noti il tentativo di distaccarsene nettamente, Nemo ricorda troppo le Iene di Italia Uno, non solo perché alla conduzione c’è Enrico Lucci ed è stato ideato da Alessandro Sortino, entrambi ex iene, ma perché l’impianto è simile e la mano identica. Certo, alcuni argomenti sono diversi, soprattutto quelli che guardano all’estero, però il sapore è quello lì. A tutto questo, si aggiunge una dose eccessiva di «buonismo», (da cui lo show di Italia Uno si tiene invece ben lontano), di ricerca della storia a lieto fine, di retorica con il bambino geneietto preoccupato per il futuro del pianeta, le periferie romane abbandonate, gli emigranti salvati in mezzo al mare da due ragazzotti volontari. Pare un miscuglio tra Tv2000, la rete dei vescovi italiani, le Iene e Report della Gabanelli. Alla fine, un buon prodotto. Che però il pubblico non ha voluto cogliere. Anche perché, al mercoledì sera, è abituato alle dure storie di cronaca nera di Chi l’ha visto? (che infatti anche l’altra sera ha conquistato 2.786.000 telespettatori, share 13,5 per cento). Forse nelle prossime settimane Nemo riuscirà ad attirare maggiore attenzione. Se lo merita.
Invece per il critico di Repubblica, Antonio Dipollina, Nemo ha la pretesa di raccontare il mondo intero:

NEMO, novità di RaiDue, il mercoledì sera, Enrico Lucci e Valentina Petrini in conduzione. Spiccano due ex Iene. Una, lo stesso Lucci reclutata con l’intento tipo “È un fuoriclasse, meglio averlo noi, poi vediamo”. L’altra, Alessandro Sortino, solo autore, reduce da un’intrigante esperienza su Tv2000, Beati Voi, le cui derivazioni sono forse la parte migliore. Consapevolmente, Nemo è un programma di ambizioni smodate, brevi cenni sull’universo, concessioni a tutti, compresa l’inevitabile star di YouTube (il tafazzismo della tv in questi casi è inarrivabile). Disorientare il pubblico si può e si deve, il guaio è che in giro funzionano ormai solo programmi che si occupano dell’abc. Liberi di tentare altro, ma con le quattro cose che funzionavano e senza la pretesa di chiudere il mondo intero in una scatola di tre ore forse verrebbe fuori qualcosa di molto buono. Così invece è una impresa oltre lo spericolato e senza che nessuno gliel’abbia chiesto.

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