Rassegna stampa

Rassegna stampa: Lampedusa

Non ha brillato, in termini di audience, la fiction Lampedusa – Dall’orizzonte in poi trasmessa martedì 20 e mercoledì 21 settembre in prima serata su Rai1. La miniserie con Claudio Amendola e Carolina Crescentini ha raggiunto nella prima puntata 4 milioni 169 mila spettatori (17% di share) mentre la seconda ha subìto un forte calo, ottenendo solo 3 milioni 298 mila spettatori (13.41%).

Per il critico del Corriere della Sera Aldo Grasso questa miniserie è politicamente corretta. Infatti i protagonisti dividono il mondo fra buoni e cattivi, ogni azione è una missione per salvare l’umanità, il minimo indispensabile per fare servizio pubblico:

Il maresciallo Serra della Guardia Costiera (Claudio Amendola) è alle prese con la sua prima missione di salvataggio al largo delle coste di Lampedusa. Il comandante e la sua squadra salpano in soccorso dell’imbarcazione che si trova in difficoltà e rimarranno sconvolti dalla visione: una scialuppa stracolma di immigrati in fuga dalle persecuzioni dei loro paesi. Inizia così «Lampedusa», la miniserie prodotta da Nicola e Marco De Angelis per Rai Fiction, scritta da Andrea Purgatori e Laura Ippoliti e diretta da Marco Pontecorvo. Com’è facile immaginare, si parla della tragedia dei migranti, del loro esodo disumano, della ferocia degli scafisti, dei salvataggi in mare, dei drammatici problemi dell’accoglienza. In questi casi è difficile buttar giù qualche riga critica a commento della fiction. Le vicende narrate sono così dolorose che è impossibile sfuggire all’urgenza del contenuto. Ha senso parlare di regia, di scrittura, di recitazione di fronte ai cadaveri che galleggiano sul nostro mare? O di fronte alle rivolte dei Centri di accoglienza? O, ancora, di fronte alla determinazione della direttrice, interpretata da una Carolina Crescentini in perenne lotta per i diritti degli immigrati? «Lampedusa» è un curioso esempio di fiction «politicamente corretta»: non tanto per quello che riguarda le istituzioni (il lavoro della Guardia costiera è ovviamente encomiabile e i cittadini dell’isola meritano tutta la nostra riconoscenza), ma per quello che dicono e fanno i due protagonisti. Il loro è un mondo diviso fra buoni e cattivi, ogni azione è intesa come una missione per salvare il mondo, si considerano strumenti della redenzione finale. Sarebbe interessante capire quanto il «politicamente corretto» è funzionale alla linea editoriale del servizio pubblico. O meglio, se il «politicamente corretto» è il minimo indispensabile per fare servizio pubblico.

Per il critico di Avvenire Andrea Fagioli si salva solo Lampedusa, meno Amendola:

Come tutte le fiction, anche Lampedusa. Dall’orizzonte in poi soffre, nonostante l’indiscusso valore sociale, di qualche semplificazione. Fa parte del gioco. Anche i personaggi, come spesso succede, non sono sempre credibili fino in fondo. Al di là di questo, non si può non apprezzare la sforzo di proporre al grande pubblico una questione così complessa come quella dei profughi che approdano (se sopravvivono) sulle nostre coste. E lo fa dalla parte giusta, dalla parte dei più deboli, dandogli un volto, senza retorica e senza pietismi. Anche se poi deve romanzare il tutto per tenere alta l’attenzione sulla storia del maresciallo Serra, comandante di un’unità della Guardia costiera che ogni giorno, nel mare di Lampedusa, rischia la vita col suo equipaggio per strappare i migranti dalla morte, mentre Viola, la responsabile del centro di accoglienza sull’isola, cerca di restituire dignità a ogni ospite della struttura. Ecco allora le vicende personali del protagonista (la morte del figlio e il divorzio dalla moglie) che servono a dare spessore psicologico al personaggio e a distogliere ogni tanto l’attenzione dal dramma dei profughi per poi tornarci con forza cercando di spiegare anche che il dramma inizia molto prima dell’attraversamento del braccio di mare tra l’Africa e la “Porta d’Europa”. Da qui la storia della madre con la figlia piccola che non riesce a partire dalla Libia, vittima di schiavisti senza scrupoli, dopo che il figlio è invece riuscito a salpare. Solo alla fine il tutto si ricomporrà. Questioni sentimentali comprese. Forte anche il tema della solidarietà con tutta la gente dell’isola che a un certo punto partecipa a un drammatico salvataggio. A Claudio Amendola e Carolina Crescentini toccano le parti principali. Ed è proprio al protagonista che dedichiamo un’ultima nota. Amendola, figlio d’arte è un bravo attore, anche se a volte sembra recitare con un po’ di sufficienza. È comunque molto gettonato: nel cinema, in tv (dove tranquillamente passa a fare “l’opinionista” da Mediaset alla Rai, dal Grande fratello a Tale e quale show) e nella pubblicità. Ha persino fatto da testimonial alla stessa Guardia costiera. Guadagna pure molto. Lo ha detto lui. E allora perché non smette di fare la pubblicità per una società di scommesse? A lui porterà maggiori introiti, ma per tanti è la rovina.
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