Fiction&Serie

Il dramma dei migranti nella miniserie di Rai1, Lampedusa: Dall’orizzonte in poi

Martedì 20 e mercoledì 21 settembre Rai1 trasmette in prima visione la miniserie Lampedusa – Dall’orizzonte in poi, con Claudio Amendola, che torna sulla rete ammiraglia nei panni del maresciallo Serra, e Carolina Crescentini, nel ruolo della responsabile del Centro di Prima Accoglienza dell’isola di Lampedusa. Ad affiancarli un cast d’eccezione con Fabrizio Ferracane, Paola Tiziana Cruciani e la partecipazione straordinaria di Massimo Wertmuller e di Ninni Bruschetta. Una storia che sembra romanzata e invece rappresenta la quotidianità di tanti uomini e donne che operano per prestare i primi soccorsi nell’emergenza degli sbarchi a Lampedusa. Un’isola generosa che fa da sfondo alle quotidiane fatiche di un maresciallo della Guardia Costiera che strappa alle onde i migranti. La tenacia di una donna che li accoglie e la solidarietà dignitosa e possente dell’isola di Lampedusa.

La miniserie, una coproduzione Rai Fiction Fabula Pictures, prodotta da Nicola e Marco De Angelis per Fabula Pictures, è diretta da Marco Pontecorvo. Il soggetto è di Andrea Purgatori che firma anche la sceneggiatura insieme a Laura Ippoliti. “La genesi di questa fiction è lunga – racconta il regista -. Claudio (Amendola) vedendo un programma televisivo rimase veramente toccato da un racconto di un ufficiale della Guardia Costiera: in una notte di tempesta del 2008 cinque pescherecci, con a bordo anche il personale della G.C., riescono a trarre in salvo più di seicento persone da due barconi appena galleggianti, in condizioni di mare praticamente impossibili. Solo la collaborazione tra pescatori e militari aveva consentito questo straordinario salvataggio. La Rai accolse molto positivamente l’idea di farne una fiction. La Fabula Pictures l’ha prodotta, Purgatori e Ippoliti l’hanno scritta e io ne ho curato la regia. Durante il percorso, però, ci siamo resi conto che la realtà stava cambiando rapidamente, il centro d’accoglienza aveva cambiato status e quel singolo episodio non ci permetteva di raccontare la complessità e l’evoluzione della situazione. Inoltre non tutto era facilmente riproducibile. Quindi abbiamo deciso di partire solo come ispirazione da quell’evento, da quel momento di forte solidarietà per raccontarne anche altri. La decisione di lasciare la storia nel passato (2010) scaturisce dalla volontà di aderire alla realtà; infatti oggi alcuni dei fatti narrati non si sarebbero potuti svolgere esattamente come li abbiamo mostrati”.

Pontecorvo sottolinea lo stile realistico seguito dalla miniserie, ma con dei momenti di sospensione e astrazione: “C’è anche una dimensione intima nella fiction in cui la macchina da presa, davanti al dolore o ad un momento di particolare intimità, con pudore fa un passo indietro. Ho girato tante cose con la macchina a mano, anche per essere sempre vicino all’equipaggio in ogni sua azione e ho usato più macchine da presa. Fondamentale è stato l’apporto della macchina subacquea che ci ha dato dei punti di vista inaspettati ed emozionanti. Immersa insieme a loro è stata capace di raccontarci la paura, la disperazione ed anche la gioia di essere salvi dal di dentro, dal loro punto di vista e non da un punto di vista oggettivo”. (fonte Ufficio Stampa Rai)

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