Rassegna stampa

Rassegna stampa: l’Edicola Fiore all’insegna del buonumore

Rassegna stampa Edicola Fiore
Una puntata di Edicola Fiore
Martedì 31 maggio è sbarcata in televisione Edicola Fiore, la rassegna stampa firmata Fiorello, in diretta alle 7.30 su Sky Uno (e alle 20.30 con una versione speciale rieditata / anche su Tv8 alle 8 e alle 20.40). In un clima di divertimento e improvvisazione, Fiorello commenta i fatti del giorno con gli amici del bar e ospiti a sorpresa. Accanto allo showman siciliano, Stefano Meloccaro, giornalista sportivo e volto di Sky Sport.
Dal Web alla tv la rassegna stampa di Fiorello non perde smalto e continua a regalare buonumore. Così Aldo Grasso, nella sua consueta rubrica A fil di rete sul Corriere della Sera:

La letteratura sulla felicità è immensa, a iniziare da Epicuro e forse prima, ma a lume di buon senso mi pare che nessuno di noi sappia definire che cosa sia la felicità. La si può provare, certo, in alcuni momenti, ma è difficile da spiegare, non ci riesce nemmeno la famosa dichiarazione d’indipendenza americana del 4 luglio 1776, là dove sancisce che «a tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità». Anche la storia dello spettacolo, ben più modesta della Storia vera, sa regalare momenti di felicità: per uno spettacolo ben riuscito o per l’incontenibile comicità di uno showman. Però c’è un momento del tutto particolare in cui ti assale la felicità senza che ci sia una causa particolare: è un’atmosfera, un mood, uno stato d’animo. Qualcosa di indefinibile, sottocutaneo. È successo in radio con «Alto gradimento», in tv con «Quelli della notte», sul web con «Edicola Fiore». E adesso che questa singolare rassegna stampa è finita in tv (su Skyuno alle 7.30 e alle 20.30 e su Tv8 alle 8), in molti hanno gridato al miracolo e spiegato i motivi per cui Fiorello regala buonumore: non è televisione, è metatelevisione, è sublimazione del cazzeggio, è più radio che televisione. Certo, sono ragioni molto valide per spiegare la bravura di Fiorello (del resto, chi se ne accorge in ritardo ha più tempo per pensarci), ma resta pur sempre un mistero come una semplice sigla rubata e una faccia truce riescano a creare il «momento Gomorra», un arabesco d’impeccabile ironia che d’incanto rovescia il lavoro tipico della tv, cioè la normalizzazione dell’insolito. Con Fiorello avviene il contrario. Intristiti dalle nostre commedie umane, gli chiediamo ogni mattina di custodire per noi questo tesoretto del buonumore, che si sviluppi e si espanda in ogni forma. Ha trovato una spalla nel giornalista Stefano Meloccaro e un coro negli amici fortuiti del bar. Lunga vita!
Con questo piccolo show-live ci si diverte con toni e modi davvero pop, scrive su Repubblica il critico Antonio Dipollina:
LA QUASI commozione nel vederlo impegnato maneggiando quotidiani di carta nonché freschi di stampa. Il resto è un gioco, in questo ritorno di tv Fiorello (“Siamo in accaddì” dice al socio Agonia) che consiste di solo nove appuntamenti quotidiani, su Sky Uno alle 7.30 del mattino – più un sacco di repliche – della sua Edicola. Come spesso avviene, più Fiorello schioda dalla sedia più si avverte la mancanza di quello che potrebbe essere e non è. La tv in grande stile di una volta, per esempio. Ma questo è ormai ozioso, fermiamoci anche solo a un piccolo show-live con l’attualità dentro e dove ci si diverte con toni e modi davvero pop: un programma così non c’è, l’Edicola lo è, le costruzioni possibili a base di ospitoni e di big che hanno voglia di andare a divertirsi e divertire aprono tutto un mondo. Più radio che tv – un vero rimpianto la perfezione di certe edizioni a RadioDue – ma se poi finisse tutto tra otto volte sarebbe un vero peccato.
Invece per il critico di Avvenire, Andrea Fagioli, Edicola Fiore è meglio di sera:
Da Quelli della notte a “quelli della mattina”. Hanno molto in comune, a parte l’orario della messa in onda, il vecchio e indimenticato programma di Arbore e la nuova Edicola Fiore, che dopo cinque anni sul web arriva, come dice il suo ideatore e conduttore, a “babbo morto” in tv per portare il buonumore e l’entusiasmo. Annunciata anzi tempo alla Rai, è sbarcata da martedì alle 7.30 su Sky 1 HD e in replica immediata mezz’ora dopo in chiaro su Tv8. Lo stesso Fiorello ha spiegato che quelle voci sul suo ritorno in Rai non erano vere. In molti ci sono cascati, stampa specializzata compresa. O forse erano vere, ma poi qualcuno ha perso il treno. Fatto sta che per nove mattine, con incursioni serali alle 20.30 e alle 21 (un po’ di replica e un po’ di registrato ad hoc con ospiti come i Negramaro e Lodovica Comello), lo vedremo sui canali di Murdoch, pay e free. Ogni volta per mezz’ora di puro divertimento, grazie alle doti di autentico showman di Fiorello e alla sua banda di personaggi surreali che «come profumo usano la naftalina»: dall’ormai famoso Agonia al benzinaio “Er pompa”, che dice la sua anche sul cuneo fiscale. C’è persino “l’osservatore romano” in giro tra le malefatte della capitale. Ma c’è pure la sigla nientemeno che di Jovanotti in versione marinaretto, ci sono gli editoriali ironico-puntuti di Fedez, la conduzione in coppia con il giornalista sportivo Stefano Meloccaro («colui che dà del tu al congiuntivo») e uno spiegamento tecnico ben oltre lo smartphone (“Fiorecam”) che ha reso celebre in rete l’allegra combriccola. Ora all’interno del Bar Ambassador di Roma ci sono sette telecamere tra fisse e mobili e all’esterno del locale un pullman regia. Intorno al “morning show” lavorano in tanti, basta scorrere i titoli di coda. Adesso c’è anche un copione, di fogli sul tavolo ne circolano molti, ma a fare la differenza, come ai tempi di Quelli della notte, è l’improvvisazione, la complicità, sono le battute buttate lì con nonchalance, le imitazioni. Resta un dubbio sull’orario. Perché non pensare l’Edicola Fiore in seconda serata, proprio come lo show di Arbore, quando ci si può rilassare sul divano anziché fare la spola tra il bagno, la macchinetta del caffé sul fornello e la tv prima di andare a scuola o al lavoro? Tanto i giornali in pdf arrivano anche la sera e nemmeno troppo tardi. E poi, si è visto, sono solo un simpatico pretesto.
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