Rassegna stampa

Rassegna stampa: Non dirlo al mio capo

Vanessa Incontrada è la protagonista di Non dirlo al mio capo
Vanessa Incontrada è la protagonista di Non dirlo al mio capo
Giovedì 28 aprile è partita su Rai1, con un ottimo successo di pubblico, la nuova serie Non dirlo al mio capo, con Vanessa Incontrada e Lino Guanciale. La fiction ha infatti esordito con 6 milioni 702 mila telespettatori, pari al 25.42% di share, nel primo episodio e 6 milioni 27 mila, pari al 27.26% di share, nel secondo.
“La  nuova serie è riuscita a parlare‎ a un pubblico vastissimo del tema della difficoltà delle donne, e in particolare delle giovani madri, ad inserirsi nel mondo del lavoro, attraverso il linguaggio della fiction e della commedia sociale” ha dichiarato in una nota Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction. “Non dirlo al mio capo – ha aggiunto Andreatta – “è stato il programma più visto sia tra gli uomini che tra le donne, e in particolare tra le fasce più giovani del pubblico. Per le ragazze (con il 30% di share) e le giovani donne (29%) si è trattato di una storia che parla di loro, ma è significativo anche il successo in categorie come i laureati e i professionisti, che nel mercato del lavoro siedono spesso dall’altro lato del tavolo. Una serie nuova che debutta con oltre il 26% di share e 6 milioni e mezzo di spettatori è un evento”.

Non dirlo al mio capo
Non dirlo al mio capo
La serie, prodotta da Lux Vide, racconta in sei puntate la quotidiana odissea di una donna multitasking, Lisa Marcelli interpretata da Vanessa Incontrada, perennemente divisa tra impegni di lavoro e famiglia. Una storia che ironizza sulle disavventure, gli intoppi e le vorticose corse per conciliare carriera e doveri genitoriali. Infatti Lisa, vedova da 6 mesi, con due figli da mantenere e innumerevoli debiti sulle spalle è costretta a fingersi una giovane in carriera per lavorare come praticante nello Studio Legale del cinico e affascinante avvocato Enrico Vinci, interpretato da Lino Guanciale. Nel cast della serie ci sono anche Chiara Francini, Giorgia Surina, Andrea Bosca, Federico Riccardo Rossi, Gloria Radulescu, Ludovica Coscione, Davide Pugliese, Saul Nanni e Massimo De Francovich.
Per il critico del Corriere della Sera, Aldo Grasso, l’attrice spagnola è, in questa serie, un’eroina contemporanea che incarna il doppio ruolo di donna e mamma, in grado di attivare un forte processo di immedesimazione da parte del pubblico:
Lanciata dal bonario sorriso di Don Matteo, grazie a un rassicurante crossover in chiusura della puntata finale della decima stagione del prete-detective, ha preso il via «Non dirlo al mio capo», commedia in sei episodi che vede protagonisti Vanessa Incontrada (Lisa Marcelli) e Lino Guanciale (Enrico Vinci). Prodotta da Lux Vide di Luca e Matilde Bernabei, la serie è scritta da Elena Bucaccio (con la collaborazione di molti altri sceneggiatori) e diretta da Giulio Manfredonia. «Non dirlo al mio capo» è la storia di Lisa, una donna che è rimasta vedova da sei mesi (il marito però la tradiva), con due figli da mantenere e consolare, e innumerevoli debiti sulle spalle. Siccome i colloqui di lavoro le vanno male (appena sanno che ha due figli trovano una scusa per farla accomodare), si finge single e comincia a lavorare nello studio dell’antipaticissimo avvocato Vinci (anche lui ha un passato problematico che ritorna, ma s’intuisce subito come andrà a finire). Antipatico ma coltivato: in studio esibisce un quadro di Alighiero Boetti. Lisa porta sempre un bagaglio di umanità nei casi affrontati dallo studio, guidata com’è dalla sua coscienza che spesso si sdoppia e le parla attraverso gli specchi: una buona parola vale più di un articolo del codice civile. Mamma e donna, rappresenta un esempio di «eroicità» contemporanea in grado di attivare un forte processo di immedesimazione da parte del pubblico di Rai1 (giovedì, ore 21.20). La serie, che mette in gioco tutti i temi cari alla Lux Vide (il mondo come volontà e rassicurazione), simboleggia anche il modello ideale di RaiFiction immaginato dalla direttrice Eleonora Andreatta («rappresentare donne reali, concrete e vere, con una bellezza più quotidiana, unica, legata anche al carattere e all’energia del femminile»). L’identità tra l’Andreatta e la fiction è talmente perfetta che Eleonora avrebbe tranquillamente potuto interpretare il ruolo di Vanessa.
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