Rassegna stampa

Rassegna stampa: Fuoco amico, la spy story con Raoul Bova

Rassegna stampa Fuoco amico Raoul Bova
Raoul Bova è il protagonista della serie di Canale 5, Fuoco amico TF45 – Eroe per amore
Mercoledì 30 marzo è partita su Canale 5 la serie Fuoco amico TF45 – Eroe per amore, con Raoul Bova e Megan Montaner, per la regia di Beniamino Catena. La prima delle otto puntate è stata seguita da 4 milioni 232 mila telespettatori, pari al 16.78% di share, vincendo la serata.
La fiction è un misto di action e spy story: più credibile nelle scene di azione che in quelle di spionaggio, scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera:

Enea alla ricerca di Anchise. A Herat, il Capitano Enea De Santis (Raoul Bova) è al comando della Task Force 45, un gruppo di intervento speciale dell’Esercito Italiano. Durante un’operazione conosce Samira (Megan Montaner), una bella ragazza afghana con cui nasce subito una forte attrazione. Samira lavora in uno degli ospedali di Recovery, l’organizzazione no profit fondata da Romeo De Santis (Ugo Pagliai), il padre di Enea sparito misteriosamente tre anni prima. Enea cerca con determinazione di chiarire i motivi della sua scomparsa e si trova di fronte a un fuoco amico, fatto di intrighi e misteri. Di «Fuoco Amico TF45 – Eroe per amore», Bova è interprete e produttore (Canale 5, mercoledì, 21.28). Le 8 puntate sono state scritte da Sandrone Dazieri, Giovanni Robbiano, Nicoletta Polledro, Chiara Laudani, Eleonora Cimpanelli, Giorgio Nerone e Beniamino Catena (quest’ultimo anche regista della serie) e sono un misto di action e spy story: più credibile nelle scene di azione che in quelle di spionaggio (spioni all’italiana, poi!). Curiosa la dichiarazione del direttore della fiction di Mediaset, Antonino Antonucci Ferrara. Ha detto in sede di presentazione: «Volevamo fare un prodotto diverso dal solito. Volevo fare una spy story. Il nostro eroe in questa fiction non poteva non essere Raoul Bova che ci ha già dato successi importanti come Ultimo». E infatti le parti più interessanti sono proprio quelle che ricordano altre fiction Mediaset («Ultimo», «Nassirya, per non dimenticare», «Intelligence – Servizi & segreti», tanto per citarne alcune), mentre «il diverso dal solito» (ovvero l’intrigo spionistico che vede i nostri servizi nella parte del «cattivo») è un garbuglio piuttosto pasticciato e poco attendibile. Si può metter in bocca a Samira, in un momento confidenziale, frasi come questa? «A volte ci indebitiamo con il futuro per pagare i debiti con il passato». Ah, questi sceneggiatori che vogliono fare letteratura!
Per Antonio Dipollina di Repubblica funziona la suggestione sparata allo spettatore, ovvero il male annidato in intrecci spesso incomprensibili e che quindi somigliano per forza di cose alla realtà:
È tutto nel titolo, che sarebbe Fuoco amico ma a quel punto una mano pietosa ha aggiunto Eroe per amore, affinché fosse chiaro che non c’era da spaventarsi più di tanto. Raoul Bova guida una squadra di incursori in Afghanistan ma è soprattutto il figlio del fondatore di un’associazione umanitaria scomparso dopo una drammatica telefonata. Da subito l’eroe per amore coglie l’oggetto del contendere, ovvero una maestrina afghana che guarda ammirata un’azione di messa in sicurezza di questi italiani bravi e affidabili e soprattutto guidati da Bova. Qui si inizia a fare un po’ sul serio e si scopre che le magagne terribili sono tutte in casa, con i Servizi (quelli nostri) a depistare e anche peggio. Qui la scrittura prende un passo da snodi sicuri: e funziona la suggestione sparata allo spettatore, ovvero il male annidato in intrecci spesso incomprensibili e che quindi somigliano per forza di cose alla realtà.
Il critico di Avvenire Andrea Fagioli scrive che Fuoco amico, stando almeno alla prima puntata, sembra funzionare. Infatti azione e colpi di scena danno ritmo e suspense a questa spy story nostrana in cui trova spazio, non solo l’amore, ma anche l’impegno sociale, la famiglia, il dolore e uno sguardo più ampio che si ricollega ai poteri forti e alla complicata situazione internazionale:
Dopo Nassiriya e Intelligence, Raul Bova ha rimesso la divisa. Le donne si domandano se tutti i militari italiani siano così. Probabilmente no. E anche sul piano del coraggio chissà? Il bello e popolare attore, questa volta nella mimetica del capitano Enea De Santis, è in Afghanistan a capo di una pattuglia di incursori inquadrata nella Task Force 45, che in missione nel Paese arabo cerca di fare giustizia in un contesto di corruzione e sofferenza, dove i bambini diventano merce di scambio per interessi economici. Durante un’operazione Enea conosce e si innamora di Samira (Megan Montaner), una ragazza afghana, con qualche dubbio sul suo passato, che lavora in uno degli ospedali di Recovery, organizzazione no profit fondata dal padre Romeo De Santis (Ugo Pagliai), scomparso in circostanze misteriose. Fuoco amico TF45 – Eroe per amore è il titolo complesso ma esplicativo della nuova fiction di Canale 5 in onda in otto puntate il mercoledì in prima serata. Il regista Beniamino Catena (che è anche uno degli autori) è chiamato a dirigere un Bova eroe positivo in veste, questa volta, anche di produttore. Enea De Santis è uno che non smette mai di lottare, che rischia il tutto per tutto, la sua vita e quella dei suo compagni. Non sa di chi può fidarsi, ma vuole ad ogni costo arrivare alla verità. Azione e colpi di scena danno ritmo e suspense a questa spy story nostrana in cui inevitabilmente trova spazio l’amore, ma questa volta anche l’impegno sociale, la famiglia, il dolore e uno sguardo più ampio che si ricollega ai poteri forti e alla complicata situazione che stiamo vivendo sul piano internazionale. C’è qualche kefiah di troppo che fa tanto tenuta da battaglia in terra araba e come sempre nelle fiction qualche semplificazione e qualcosa di già visto, ma Fuoco amico, stando almeno alla prima puntata, sembra funzionare. Alla lunga non garantiamo, ma per ora l’intreccio tiene. Così come reggono i valori positivi dell’attenzione ai più deboli, in questo caso dei piccoli afghani («Ho paura per i bambini, dobbiamo proteggerli», è l’ultimo messaggio lanciato dal padre di Enea prima di essere rapito), e della lotta per gli ideali propri e della propria nazione. Non a caso anche l’Esercito italiano ha dato il proprio contributo a questa fiction partita con oltre quattro milioni di telespettatori e uno share intorno al diciassette per cento.
Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...