Rassegna stampa

Grande successo per la miniserie Sotto Copertura, con 6 milioni di spettatori

Sotto copertura rassegna stampa
L’arresto del boss Antonio Iovine nella miniserie di Rai1 Sotto copertura

5 milioni 849 mila spettatori (21.75% di share) nella prima parte e 6 milioni 130 mila (24.15%) nella seconda hanno seguito su Rai1 la miniserie Sotto copertura, con Claudio Gioè e Guido Caprino. “Il successo testimonia che il pubblico cerca storie moderne, che parlino con verità della società di oggi, senza agiografie e senza compiacimenti” dichiara in una nota il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta. “La fiction – continua – è stata il programma più visto da tutte le fasce di pubblico, e in tutte le regioni d’Italia, ma sono particolarmente felice per il suo successo tra i ragazzi e i giovani adulti, per il messaggio di coraggio che trasmette, ben rappresentato dall’’iniziativa sul web e dal brano rap “Mettici la faccia”. Complimenti al regista Giulio Manfredonia, al cast e alla produzione Lux Vide, per la realizzazione di una fiction che ha segnato un record di ascolti in Italia ed è stata già apprezzata da varie televisioni europee”.

Per il critico del Corriere della Sera, Aldo Grasso, la serie ha funzionato nella fase investigativa meno in quella romantica:

Qualcosa si muove. La Lux Vide, per esempio, per almeno due puntate ha abbandonato i suoi santi e le sue tonache per affrontare un tema «duro»: la cattura del grande capo clan camorrista Antonio Iovine, detto O’ ninno, per anni protetto e nascosto nel suo territorio, a Casal di Principe. «Sotto copertura», la miniserie scritta da Maura Nuccitelli, Salvatore Basile, Umberto Gnoli, sceneggiata da Basile con Francesco Arlanch e diretta da Giulio Manfredonia, sottostà alle regole del genere, con imprestiti attinti da «Gomorra» e dai polizieschi di Taodue: inseguimenti, sparatorie, persino scene d’amore abbastanza esplicite. «Sotto copertura» racconta l’attività investigativa che ha condotto alla decapitazione dell’organizzazione criminale gestita dal clan dei Casalesi grazie al commissario Michele Romano (Claudio Gioè), ispirato a Vittorio Pisani, il vero capo della Squadra Mobile di Napoli che effettuò la cattura di Antonio Iovine, il boss dei casalesi interpretato da Guido Caprino (Raiuno, lunedì e martedì, 21.20). Gli agenti Arturo (Simone Montedoro), Salvo (Antonio Gerardi), Rosanna (Raffaella Rea) e il giovane Carlo (Antonio Folletto) dedicano giorno e notte a una missione investigativa considerata impossibile dalla procuratrice (Iaia Forte). Naturalmente devono sacrificare gli affetti familiari e sublimare nella missione le disfunzionalità affettive e la vita scombinata. Anche Anna (Dalila Pasquariello), giovanissima vivandiera (e non solo) di Iovine, si redime per l’amore di Emilio (Filippo Scicchitano), in modo tale che il «risvolto umano» e le supreme aspirazioni facciano da contraltare alla rudezza dell’action. Insomma è una miniserie divisa a metà: quando è in gioco la fase investigativa il prodotto funziona (anche se non tutti gli interpreti sono all’altezza), quando invece tocca al coté sentimentale il racconto si affloscia, il tono diventa moralistico. Però qualcosa si è mosso.

Il critico Antonio Dipollina su La Repubblica scrive che Sotto copertura è il tentativo di Raiuno – e della potente Lux Vide produttrice – di una sorta di contraltare a Gomorra e al suo nichilismo spinto:

Le esigenze di racconto e il lavoro umano dei protagonisti vanno in un susseguirsi di cambi di passo tra amori impossibili con la ragazza della mala e pestaggi da telefilm Usa. Con Claudio Gioè commissario, una serie di baldi giovani impegnati a trasmettere la speranza nel bene. Ma tra lo spettatore che segue Gomorra e il gran pubblico di Rai che ha premiato Sotto copertura rimane una distanza abissale.

Per il critico dell’Avvenire, Andrea Fagioli, la storia romanzata dalla Lux ha funzionato:

Diciamo la verità: quei numeri, veri o falsi che siano, ci sono mancati. Le due settimane di astinenza sono state lunghe. Da qualche giorno abbiamo ripreso a darli, i numeri. E ci fa piacere dare quelli della fiction della Lux Vide, Sotto copertura (lunedì e martedì su Raiuno), perché se li merita. Se anche non fossero totalmente attendibili, come qualcuno lecitamente sostiene, di sicuro indicano una tendenza. In questo caso c’è poco da dire se l’Auditel parla di sei milioni di telespettatori con uno share ben oltre il venti per cento. Tenendo pure conto della diretta concorrenza, lunedì, di Squadra antimafia su Canale 5, della finale di Pechino express (Raidue) e anche delle Iene show su Italia 1. Insomma, una seratina non facile, almeno la prima, ma le fiction di qualità di Raiuno raramente falliscono. Tra l’altro Sotto copertura, sia lunedì che martedì, ha superato persino Affari tuoi, cosa che non succede quasi mai con i programmi che seguono il preserale di Flavio Insinna che fa ascolti altissimi. Ma la vera storia della cattura di Antonio Iovine, capo del clan dei Casalesi di Casal di Principe, romanzata dalla Lux ha funzionato. La cattura nel 2010 del pericoloso camorrista, dopo quattordici anni di latitanza, da parte del capo della Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, assieme alla sua squadra “sotto copertura”, è stata raccontata come una sorta di partita a scacchi con microspie e appostamenti, ma soprattutto attraverso i sentimenti dei protagonisti, le loro storie d’amore, i loro problemi familiari, ma anche i loro ideali di giustizia. Una sequenza su tutte, quella in cui l’agente Caputo porta Chiara, la figlia del commissario (che nella fiction si chiama Michele Romano), a Casal di Principe nella chiesa dove fu ucciso don Peppino Diana per spiegarle perché giorno e notte stanno chiusi in un finto garage ad intercettare i dialoghi e i movimenti di Anna, la ragazza che accudisce il boss nel suo nascondiglio. «Stiamo in una stanza in cui manca l’aria – dice Caputo – perché domani voglio respirare aria pulita». Sarà lui, alla fine, appena catturato Iovine da poliziotti rigorosamente a volto scoperto, ad andare a suonare le campane della chiesa di don Peppino, mentre la canzone di Lucariello Mettici la faccia chiude la fiction, rilancia l’hastag omonimo e lascia un messaggio di speranza.

 

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