Rassegna stampa

#rassegnastampa Ritorna il fotoromanzo con la fiction di Rai1 Rosso San Valentino

Rassegna stampa Rosso San ValentinoHa debuttato martedì la nuova fiction di Rai1 in sei puntate Rosso San Valentino, con Alexandra Dinu e Luca Bastianello, prodotta da Endemol Italia per Rai Fiction e diretta da Fabrizio Costa. E’ una saga famigliare ambientata a Sanremo nel mondo della cosmetica e delle essenze, incentrata sui Danieli, una famiglia produttrice di profumi, leader nel settore. I primi due appuntamenti, in onda martedì e mercoledì, hanno appassionato rispettivamente 4 milioni 722 mila telespettatori (17.19% di share) e 4 milioni 984 mila (18.26%). Per Aldo Grasso “ogni tanto la vecchia scuola del fotoromanzo fa capolino in Rai, come se Viale Mazzini fosse un presidio della vecchia cultura pop, come se l’eccesso di sentimentalismo o di grossolanità narrativa fosse un bene da preservare”:

Rosso San Valentino di insolito ha solo la location (la Liguria, già a suo tempo umiliata da Vento di Ponente) e l’ambientazione: una fabbrica di cosmesi dove si tenta di ricreare un vecchio profumo naturale. La trama viene presentata come una storia del grande amore tra Laura (Alexandra Dinu), «giovane eroina romantica che lotta contro le difficoltà e vive la sua vita con slancio e determinazione», e Giovanni (Luca Bastianello), «fascinoso e brillante rampollo della nota azienda di cosmetici Daniele. Se la fabbrica Danieli produce profumi, gli spiriti dei molti protagonisti che la abitano non emanano certo buoni odori. La serie nasce da un’idea di Marina Garroni e Massimo Melloni. Le sceneggiature sono di Marina Garroni, Fabrizio Bettelli, Valentina Capecci, Maura Nuccetelli ed Eleonora Fiorini, la regia è di una vecchia conoscenza delle soap opera mascherate da omaggio a Raffaello Matarazzo, Fabrizio Costa. La fotografia, l’andamento narrativo, soprattutto la recitazione richiamano prepotentemente le tecniche del fotoromanzo, per altro, senza mai offrire la piena consapevolezza di camminare sul filo del ridicolo. La Liguria è stata depurata delle sue brutture, immaginando che il mostro della speculazione edilizia non l’abbia mai posseduta.

Mirella Poggialini sul quotidiano L’Avvenire scrive che assistendo alla prima puntata di Rosso San Valentino “si ha l’impressione di aprire un armadio e recuperare un bell’abitino vintage, di quelli “che vanno sempre bene” e non invecchiano mai”:

Una fiction che sembra il patchwork di tutte quelle che gli appassionati del genere hanno già visto, con tanto di famiglia patriarcale, odi fra dinastie, amori disperati o segreti, rivalità feroci e melliflue menzogne, tutto attorno a una coppia di giovani (nella foto) sulla quale si accentrano tutti i guai prima dell’inevitabile lieto fine. Da aggiungere, al collaudato prodotto Endemol, i bei paesaggi liguri, costumi e scenari da cartolina, una luce invadente e un’ambientazione di maniera: così che la prevedibilità la fa da padrona e l’interesse si stempera in sbiadito compiacimento. Ma il feuilleton, così ottocentesco malgrado l’attualità dei dettagli, viene frenato dalla piattezza della recitazione – ampi sorrisi colmano i vuoti di sguardi mesti, come in un fotoromanzo, i cattivi hanno la faccia da cattivi e i buoni grondano miele – e lo spettatore disincantato si diverte a prevedere i colpi di scena e il loro dipanarsi. Il che non ha impedito, per un pubblico che da questo genere di film trae la necessaria distensione quotidiana, che gli spettatori della prima puntata si contassero in 4.722.000, share 17,19%: a dimostrazione di quanto le costanti angosce di elezioni, nomine, conteggi e risse da talk show rendano allergico chi dalla tv si attende invece un messaggio tranquillizzante per chiuder la giornata senza ansie. Della fiction di Rai1, insomma, resta la curiosità del profumo che la giovane protagonista recupera dalle sue passate esperienze per ridar vita ai ricordi più cari: un tocco di dolcezza – peccato che non ci sia ancora la tv olfattiva! – e una citazione, «la rosa centifoglie», che colora di poesia una storia monotona.

Per la critica de La Stampa Alessandra Comazzi la fiction è un “polpettone annacquato, con gli occhi al cielo dei protagonisti, le faide di famiglia, le musichette di sottofondo, tutto come ai tempi di «Edera», la vecchia soap opera con Agnese Nano. Nonostante la suggestiva ambientazione nel mondo dei profumi: che peraltro rivelano dopo più di mezzora dall’inizio. Bravi però Andrea Giordana e Toni Garrani”.

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