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Raidue, da settembre Minoli al posto di Santoro il giovedì sera

La Rai ha trovato chi sostituirà Michele Santoro su Raidue. Da settembre lo spazio del giovedì sera che fu di Annozero sarà occupato da Giovanni Minoli con un talk show d’informazione inedito, già in fase di studio. Infatti, come riporta oggi il giornalista Michele Galvani sul quotidiano Leggo, l’idea e la scelta è del direttore di rete Pasquale D’Alessandro, convinto che Minoli possa dare garanzie in termini di qualità e ascolti. Minoli ha iniziato la sua carriera in Rai nel 1971 e ha raggiunto il successo nel 1980 con il rotocalco d’attualità Mixer in onda sulla seconda rete, di cui era ideatore e conduttore. Minoli non è più un dipendente Rai (dopo il pensionamento nel 2010) e ha firmato un contratto ad hoc per guidare la struttura dei 150 anni dell’Unità d’Italia e oggi lavora per La storia siamo noi, quindi per questa nuova trasmissione è già pronto un altro contratto di consulenza. La soluzione interna è gradita al direttore generale Lorenza Lei, come Minoli vicino al mondo cattolico: lui infatti, è marito di Matilde Bernabei – figlia dell’ex presidente Rai Ettore Bernabei – e oggi a capo della società Lux Vide che produce fiction quasi sempre religiose (Don Matteo e Che Dio ci aiuti). Da quando la Rai e Santoro si sono detti addio (giugno 2011), la questione del giovedì non è mai stata risolta. Si era parlato di Paragone, poi è spuntata l’autocandidatura di Giuliano Ferrara fino alla trattativa con Antonello Piroso (che prosegue, dovrebbe arrivare in autunno).

Qualche settimana fa, La Repubblica aveva proposto un’intervista di Antonello Caporale a Minoli in cui aveva parlato della Rai: «Metti il canone Rai nella bolletta della luce, troverai i 400 milioni di euro che oggi sono evasi per fare a meno della pubblicità. Ai partiti lascia il tg, d’ altronde nel mondo nuovo dei canali all news conterà sempre di meno. Se hai un potere forte che guida, comandae controlla nullaè impossibile. Puoi anche far condurre a Michele Santoro il telegiornale. Sapendo che l’identità nazionale la costruisci e la narri non solo attraverso le notizie, le inchieste, i racconti, ma anche nei sabato sera. Gli italiani sarebbero felici di avere un sabato sera condotto da Roberto Benigni. Gli farei raccontare la storia del mondo. Persino le soap sono strumenti culturali innovativi, utili alla pacificazione nazionale. Una soap ha fatto riconciliare turchi e musulmani». La Rai senza pubblicità? Per Minoli «Basta con l’alibi di usare il canone per fare una televisione commerciale. La pubblicità resta ma con una quota diversa. Dieci punti di share in meno, forse. Senza l’assillo dello share hai modo di sperimentare e tempo per promuovere in prima serata nuovi talenti e modo per forgiare una nuova classe dirigente televisiva. Immagini alla parete i tre palinsesti rai e li illumini con tanti puntini. Tolga Endemol e vedrà quante luci si spegneranno. Tolga Ballandi e si accorgerà che il buio incomberà ancora di più. Stacchi Magnolia e troverà più nulla su quel tabellone».

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