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Il ritorno di Alba Parietti, su La7d: “Cacciata dalla Rai perché ho idee”

(di Fulvia Caprara La Stampa) La prima idea era temeraria, truccare Alba Parietti da signora molto avanti negli anni, ambientare il programma nel 2035 e guardare la realtà quotidiana con un certo distacco: «Non ci sono riusciti», tuona la signora del video, pronta per il gran ritorno, stasera alle 21,10 sulla 7d con il nuovissimo Alballoscuro, ideato da Giovanni Benincasa. Eppure la rentrée in veste di intervistatrice (due ospiti a puntata di cui scoprirà l’identità solo quando se li troverà davanti) e il prossimo ruolo di opinionista nel salotto dell’Isola dei famosi, non bastano a cancellare l’amaro: «Da quando Mazza è arrivato alla direzione di Raiuno, sono stata bandita dalla rete». Parole forti, ma non è tutto.

Nostalgia della rete ammiraglia della Rai?
«No, sono certa che Giletti, Sposini e Vespa avrebbero continuato a ospitarmi con piacere e, in fin dei conti, devo essere grata a Mazza. Se non si fosse comportato così, non sarei stata obbligata a fermarmi, e a fare una scelta di qualità».

Secondo lei perchè non la fanno lavorare sulla prima rete?
«Ho opinioni su tutto, la ragione è questa, ci sono persone per cui non è accettabile che altre persone sappiano parlare di cose diverse, che si leggano giornali di tutti i tipi…»

Certo, fermandosi ai numeri, il pubblico della 7d non è esattamente quello di Raiuno…
«Sulla 7 mi sento perfettamente a mio agio, si può fare sperimentazione, lo schema di questo programma è molto innovativo, si basa sul fatto che sia l’intervistatore che l’intervistato giochino nel ruolo delle vittime. Facendolo ho pensato al Letterman Show».

Se guarda indietro, alle esperienze della sua carriera iniziata 36 anni fa, che cosa le piace di più?
«Le cose che mi sono riuscite meglio sono state Macao e Uno contro tutti».

In che cosa è più cambiata la televisione?
«Nella qualità, terribilmente peggiorata. Quando ho iniziato non si poteva sbagliare niente, neanche un annuncio».

Lei come ha iniziato?
«Sono arrivata a Tmc con un provino, cosa oggi impensabile, non ho mai avuto santi in Paradiso e non ho mai fatto non dico un pranzo, ma nemmeno una cena, per compiacere qualcuno».

Come ci è riuscita?
«Merito dell’educazione ricevuta, sono un po’ un uomo, mio padre mi ha insegnato a fare da sola, a rifiutare perfino i passaggi in macchina».

In questo periodo la tv è piena di donne, cronache, dibattiti, confronti. Che cosa le dà più fastidio?
«Trovo sgradevole assistere a serate in cui una signora di 50 anni si sente in diritto di aggredire una ragazza giovane. Sono sempre stata abituata al rispetto per le donne».

Le domande di Alballoscuro hanno la firma di Claudio Sabelli Fioretti, lei deve estrarle casualmente e porle a persone di cui ha saputo il nome pochi attimi prima. Difficile?
«Beh sì, ero terroriuzzata dall’idea di apparire ignorante, nella trasmissione sono imbrigliata dall’inizio alla fine e mi è anche capitato di trovarmi davanti a quesiti non condivisibili».

Con chi si è trovata meglio e peggio?
«Con Vittorio Sgarbi è andata meravigliosamente, un perfetto ping pong, forse anche a causa dell’abitudine a dialogare. L’intervista più difficile è stata quella con Aldo Busi».

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