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Parte stasera su Sky “Great Migrations”. Vive solo chi si muove

Arriva in Italia GREAT MIGRATIONSla serie di documentari più importante nella storia di National Geographic, in onda su Nat Geo Wild e in alta definizione su National Geographic Channel HD ogni domenica alle 21:00 e alle 22:00.

In 6 episodi e uno speciale conclusivo, la serie racconta le migrazioni che milioni di animali affrontano periodicamente per assicurare la sopravvivenza della specie. Con riprese realizzate in volo, in cima agli alberi, dalle rocce, sui ghiacci e sott’acqua, Great Migrations segue da vicino gli spostamenti di molte specie animali e ce li mostra attraverso immagini in alta definizione realizzate con le più innovative tecnologie. Per realizzare Great Migrations ci sono voluti oltre due anni e mezzo di riprese, percorrendo 670 mila chilometri attraverso 20 paesi di tutti i continenti. Il risultato è una storia lunga 7 ore: le prime 4 interamente dedicate al racconto delle migrazioni animali, una legata ai retroscena scientifici dietro a questi fenomeni e una al dietro le quinte delle riprese. L’ultima ora, in onda a dicembre e dal titolo Great Migrations: Il meglio in musica, presenta un montaggio delle immagini più sensazionali accompagnate dalla colonna sonora originale della serie scritta dal compositore televisivo Anton Sanko (Big Love).

Great Migrations svela nuovi dettagli sul comportamento animale fornendo una visione approfondita delle differenti migrazioni: dai pipistrelli in Australia alle zebre del Botswana, dagli elefanti del Mali, ai granchi rossi di Christmas Island (Oceano indiano), fino al grande squalo bianco del Pacifico.

Un vero e proprio tour de force tecnologico capace di seguire i “viaggi” del microscopico plancton e delle meduse e di documentare gli spostamenti delle farfalle monarca e degli elefanti marini.

Grazie al doppio audio Sky è possibile ascoltare la voce del narratore originale della serie, che è l’attore Alec Baldwin. (fonte Sky.it)

Nel primo episodio di Great Migrations le straordinarie migrazioni dei capodogli, delle farfalle monarca, dei granchi rossi e degli gnu, impegnati in un arduo viaggio da cui dipende il loro sostentamento e la sopravvivenza della specie.

Gnu Celebre come nessun’altra, la migrazione degli gnu non è mai stata raccontata con questo livello di dettaglio e spettacolarità.  Utilizzando avanzate tecnologie ad alta definizione, telecamere installate sugli elicotteri e riprese slow motion ad alta velocità, la troupe di National Geographic ha potuto catturare la drammatica lotta degli gnu contro il tempo, gli elementi e i predatori.  Sin dai primi attimi di vita i piccoli gnu devono essere in grado di muoversi, se non vogliono finire divorati.  Le loro giovani e instabili zampe dovranno sorreggerli lungo l’intero percorso migratorio che attraversa il Kenya, la Tanzania e il fiume Mara infestato di coccodrilli. Qui osserveremo la drammatica sequenza in cui una femmina di gnu, dopo essere riuscita ad attraversare sana e salva il fiume, incita a gran voce uno dei suoi piccoli che, afferrato da un coccodrillo, cerca disperatamente di resistere al predatore.

Farfalle monarca Grazie alle più avanzate tecnologie di ripresa ad alta velocità, l’episodio ci mostrerà con uno straordinario livello di dettaglio la migrazione delle farfalle monarca, seguendo istante per istante lo straordinario viaggio multigenerazionale di queste creature.  Nessuna farfalla monarca riesce a portare a termine l’intera migrazione dal Messico al Canada, e ritorno.  A compiere questo lunghissimo viaggio saranno diverse generazioni di individui, nati nel corso di una incredibile staffetta di cui solo l’ultimo nato vedrà la fine.  Lungo il percorso le telecamere di National Geographic catturano con stupefacente chiarezza i complessi dettagli della schiusa delle uova di monarca e le loro metamorfosi fino alla spettacolare trasformazione finale, compresa la tragica fine di una di loro ad opera di una mantide religiosa.  Ogni farfalla monarca nasce per portare a termine una tappa di un ciclo senza fine che rappresenta un autentico miracolo della natura, oltre che uno spettacolo di straordinaria bellezza.

Granchi rossi Sulle carte l’Isola di Natale appare come un piccolo scoglio nell’Oceano Indiano, eppure in quest’isola vivono più di 50 milioni di granchi rossi che ogni compiono una delle migrazioni più drammatiche e visivamente spettacolari della natura.  Lungo un tragitto che dalle profondità della foresta dell’isola li porterà fino alla riva del mare per riprodursi, questi granchi rosso fuoco dovranno vedersela con mille pericoli, tra cui aggressive formiche che sputano un acido altamente corrosivo.  Sincronizzandosi con la luna, i maschi prepareranno i nidi sulla riva e le femmine deporranno le uova nell’oceano a rischio della loro stessa vita.  Utilizzando eccezionali riprese di terra e subacquee la troupe è riuscita a documentare non solo l’eroico rituale riproduttivo, ma addirittura la sopravvivenza e il ritorno di oltre un milione di minuscoli granchietti dalle spiagge dell’isola fino alla foresta. Un viaggio che, divenuti adulti, torneranno a ripetere ogni anno per assicurare la continuità della loro specie.

Capodogli Nell’arco della sua esistenza un capodoglio può percorrere più di un milione di chilometri.  Questi straordinari colossi della natura, infatti, si spostano continuamente da un oceano all’altro.  I giganteschi maschi viaggiano per lo più in solitaria, e ogni anno raggiungono i punti di incontro, come le Azzorre, dove si riuniscono con altri maschi per poi ripartire alla volta delle acque in cui troveranno ad attenderli le femmine per l’annuale ciclo di riproduzione.  La troupe di National Geographic è riuscita a documentare diversi comportamenti raramente ripresi in immagini: gruppi di una decina di maschi, alcuni grandi come uno scuolabus, che si strofinano gli uni contro gli altri manifestando un sorprendente senso di intimità; e i vagabondaggi di madri e cuccioli in branchi di una decina di esemplari.

Per maggiori approfondimenti natgeotv.com/it/great-migrations

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