Rassegna stampa

Sandra Mondaini. E basta

da Cose di Tele di Alessandra ComazziLa Stampa

Sandra Mondaini era già Sandra Mondaini prima di sposare Raimondo Vianello. Eppure, la maggior parte della sua vita è indissolubilmente legata a quella del marito e compagno d’arte. Che barba, che noia, deve aver pensato, stare qui su questa terra senza di lui. E così, almeno idealmente scalciando sul lettone, ieri mattina se n’è andata a raggiungerlo. «Grave insufficienza respiratoria», dicono i medici del San Raffaele di Milano dov’era ricoverata da una decina di giorni: ma tutti sanno che in realtà la sua vita era finita il 15 aprile, con la morte di Raimondo. Oggi pomeriggio agli studi Mediaset sarà allestita la camera ardente, domani i funerali nella chiesa di Dio Padre di Segrate.

La Mondaini era nata a Milano nel 1931, aveva compiuto 79 anni il 1° settembre. L’ultima immagine che il pubbico ha di lei è quella di una moglie straziata ai funerali del suo uomo, un occhio bendato, senza calze e senza scarpe su quei piedini che tanto e bene ballarono. Seduta su una sedia a rotelle, circondata dalla famiglia adottiva filippina, il caschetto biondo scarmigliato e gli occhialoni che sembrano spuntare direttamente dalla bara, Berlusconi a consolarla. Sono stati funerali impressionanti, quelli del marito. Molto partecipati, molto tristi. La crudele asimmetria della morte era rappresentata proprio dalla vedova, ancora viva ma con l’aria di chiedersi perché.

Una biografia intensa e un’attività precoce, quella di Sandra: figlia di Giacinto, pittore e umorista della rivista Il Bertoldo, debutta a sei mesi come piccola testimonial di una campagna contro la tubercolosi. A due anni si replica, il faccino dagli occhioni azzurri pure sui francobolli. Fitto e variegato il percorso artistico: nel ‘49 debutta nella commedia Ghe pensi mi di Marcello Marchesi, nel ‘53 gira il primo film e nel ‘54 entra nella compagnia di rivista della tivù di Stato con Febo Conti, Pietro De Vico, Elio Pandolfi, Giulio Marchetti, Antonella Steni. Nel ‘55 diventa soubrette per Macario, dimostra versatilità ma soprattutto un inedito senso dell’umorismo. L’altra faccia della Wanda Osiris. Lavora con i maggiori interpreti del genere leggero: oltre a Macario, Nino Taranto, Rascel, Delia Scala, Carlo Dapporto, Walter Chiari, Bice Valori, Gino Bramieri.

L’anno fatale è il ‘59: Sandra conosce Raimondo e niente nelle loro vite sarà più come prima. Si sposano nel ’62, non sempre, in quella fase, lavorano insieme. Non con Vianello ma con Buazzelli e Paolo Poli, l’attrice presenta la gloriosa Canzonissima del ’61. Lei e Poli sono gli «stracult» bambini terribili Filiberto e Arabella: comincia a individure il filone delle vocette infantili che le porterà il gran successo di Sbirulino. E sarà Mondaini, ancora in coppia con Buazzelli, e ancora a Canzonissima a sostituire, nel ‘62, gli epurati Dario Fo e Franca Rame. La sua carriera prosegue in un mulinio di teatro, cinema, radio, tivù e Caroselli, la crema per il viso e il brandy, i materassi e la camomilla. Con il marito, arrivano i grandi sabati Rai, Il giocondo, Il tappabuchi, Su e giù, Sai che ti dico, Tante scuse, Io e la befana, Stasera niente di nuovo. In queste trasmissioni prende corpo lo spirito di coppia che li accompagnerà, davvero, fino alla morte: il battibecco continuo, l’ironia, la falsa malsopportazione e l’affetto complice, cemento di un’unione umana e professionale. I due si sgridano, si lamentano reciprocamente, blandamente si insultano, fingono di tradirsi, poi si ritrovano sempre insieme. Simbolo di una vita di coppia piccoloborghese, forse, ma anche un po’ intellettuale e soprattutto rassicurante.

Nel 1982, la folgorazione sulla via di Mediaset, propiziata, come allora usava, da Berlusconi in persona. Ancora varietà, ma soprattutto le sitcom, Casa Vianello e Cascina Vianello, fino all’ultima Crociera Vianello, lui ancora pimpante in golf azzurro, lei già malandata e con gambe malferme. Entrambi, nella vita vera, si ammalano di cancro ma lo superano, fanno beneficenza, lui le dedica la SaMo, la sua squadra di calcio, non hanno figli, vivono a Milano 2 in Berlusconilandia, praticamente adottano una famiglia di filippini, anche se, dice Virginia Vianello, nipote di Raimondo, «l’adozione non è mai stata formalizzata e non si conoscono ancora le volontà testamentarie di Sandra». E ha aggiunto: «Abbiamo saputo della morte di nostra zia dalla tivù: da tempo a noi nipoti, che le siamo sempre stati tanto vicino, veniva impedito di vederla. Non riuscivano più a metterci in contatto, perché ogni volta che telefonavamo o cercavamo di andarla a trovare, i domestici filippini o chi per loro ci dicevano che non era possibile».

A Mediaset Sandra è pienissima di lavoro. Se invece che a Mediaset fossimo in una fabbrica del Soviet, lei prenderebbe tutti i mesi la medaglia dell’impiegata modello. Era provata, era malata, ma nel settembre 2009 non si sottrae alle esequie del vecchio sodale Mike Bongiorno: partecipa ai funerali, ricorda il caro amico scomparso. Poi è toccato al marito, e così dal treno ha deciso di scendere anche lei.

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...