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Emmy, la vittoria degli “sconosciuti” dimostra il poco coraggio della nostra tv

Per un normale telespettatore italiano questa edizione degli Emmy Awards ha molto poco senso. Modern Family, Breaking Bad, The Big Bang Theory, Jim Parsons, Eric Stonestreet, Bryan Cranston. Sono questi i titoli e gli attori che hanno vinto alla sessantaduesima edizione degli Oscar della tv, domenica sera a Hollywood.

Novità per l’America, emeriti sconosciuti per l’Italia. Bryan Cranston per Breaking bad ha vinto l’Emmy per il migliore attore in una serie drammatica, surclassando attori come Hugh Laurie di House, Jon Hamm di Mad Men e Matthew Fox di Lost, Kyra Sedgwickper The Closer ha vinto l’analoga categoria femminile. Jim Parsons, protagonista di The big bang theory (in arrivo su Italia Uno) è il migliore attore protagonista per una commedia, mentre fra le donne ha vinto Edie Falco per Nurse Jackie, forse l’unico volto noto, per aver interpretato la signora Soprano nell’omonima serie sulla mafia italiana a New York.

Anche la serie che ha ottenuto il premio più importante, quello per il miglior dramma, Mad Men, in Italia è relativamente poco conosciuta (fra poco partir… la quarta stagione su FX, canale di Sky), e certo è meno popolare di Lost, Desperate Housewives, Grey’s Anatomy o House, che non hanno vinto nulla o addirittura erano fuori dai giochi per non avere neppure ottenuto una candidatura. Un andamento che la dice lunga sulle scelte di programmazione delle tv italiane, ancorate al passato e decisamente poco portate ad osare qualcosa di nuovo. Eppure Mad Men, che racconta gli inizi dell’industria pubblicitaria nella New York degli anni Sessanta, è un successo consolidato negli States.

Quella di quest’anno è la terza vittoria consecutiva agli Emmy. Modern Family, che ha vinto la statuetta per la migliore commedia e che racconta le avventure di una contemporanea famiglia allargata è invece una novità anche negli Stati Uniti (in Italia verrà trasmessa da Fox, Sky) Il nome più noto al pubblico italiano pronunciato durante la cerimonia è stato quello di George Clooney, ormai quasi adottato dal Bel Paese, per via della villa sul lago di Como e della fidanzata italiana Elisabetta Canalis, presente alla cerimonia ma sempre defilata. Sul palco Juliana Margulies, sua collega ai tempi di E.R., il serial che l’ha reso famoso, gli ha consegnato il Bob Hope Humanitarian Award per il suo impegno nelle maratone televisive organizzate per raccogliere fondi a favore dei meno fortunati.

Riconoscendo a Clooney il ruolo di filantropo il pubblico degli Emmy gli ha tributato un lungo applauso in piedi, che l’attore ha accolto con una battuta: «Non fate così altimenti penso di esser molto malato e di non saperne nulla». Negli anni Clooney ha aiutato ad organizzare tutti i maggiori eventi televisivi benefici: America: A Tribute to Heroes, dopo la tragedia dell’11 settembre, Tsunami Aid: A Concert of Hope nel 2005, dopo la tragedia dello Tsunami, A Shelter From the Storm, dopo l’uragano Katrina e recentemente the Hope For Haiti Now, per aiutare i terremotati del paese caraibico. «Quando succede qualcosa nel mondo tutti, noi vogliamo aiutare. Più difficile è riuscire a farlo dopo sei mesi, dopo cinque anni, quando la luce delle telecamere si è spenta in quei luoghi. È allora che generalmente si fallisce. Non dobbiamo farlo, in Pakistan, in Sudan la gente continua a soffrire».

Elisabetta Canalis, fasciata in un elegante abito bianco non è stata mai inquadrata dalle telecamere dello show e si è vista solo in sala stampa, nelle interviste che hanno seguito la premiazione. Per ritrovare qualche altro nome famoso è stato necessario attendere la fine della cerimonia quando, premiati ormai tutti i serial, si è passati ai riconoscimenti ai film per per la tv e delle miniserie: Al Pacino, protagonista di You don’t know Jack, che racconta la storia del «Dottor Morte», Jack Kevorkian, condannato per aver praticato l’eutanasia su centinaia di pazienti, ha vinto la statuetta per il miglior protagonista maschile. Tom Hanks e Steven Spielberg hanno poi vinto in qualità di produttori per The Pacific, trasmessa in Italia da Sky cinema. Alla serie, che racconta il fronte orientale della Seconda Guerra Mondiale, è andata la statuetta per la miglior miniserie e Tom Hanks ha ringraziato anche a nome del collega regista, assente perché impegnato sul set, in Inghilterra. Divertente la conduzione di Jimmy Fallon, che ha intrattenuto il pubblico cantando, suonando e imitando Elton John, Bruce Springsteen e Billie Joe Armstrong dei Green Day.

[di Francesca Scorcucchi ANSA]

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1 thought on “Emmy, la vittoria degli “sconosciuti” dimostra il poco coraggio della nostra tv”

  1. CONCORDO PERFETTAMENTE…………..X CONOSCERE I VINCITORI DI QUESTA EDIZIONE E’ NECESSARIO ESSERE ABBONATI DI SKY CHE SE NON ALTRO HA IL MERITO DI AVER ACQUISITO I DIRITTI IN TEMPI CHE COLLIMANO CON QUELLI AMERICANI FACENDO ACROBAZIE MIRABOLANTI CON I DOPPIAGGI! BRYAN CRANSTON E’ VERAMENTE UN CARATTERISTA QUASI SNOBBATO AL TEMPO DI “MALCOLM IN THE MIDDLE” QUI HA TROVATO RISALTO LA SUA VENA CREATIVA (CREDO CHE SIA IL SUO 2° EMMY PER QUESTA PARTE TAGLIATA SU MISURA!) D’ALTRO CANTO LA ACADEMY E’ STATA QUASI COSTRETTA A RICONOSCERE IL FENOMENO GLEE , MAD MEN E MODERN FAMILY (ORIGINALE SUI GENERIS) VISTO L’IMPATTO MEDIATICO AVUTO NEGLI STATES COMUNQUE EDIFICANTE DA PARTE DELLA GIURIA TELEVISIVA DARE RISALTO AI VARI GAY DELLA TV COME ERIC STONESTREET (PREMIATO TRA L’ALTRO) NEIL PATRICK HARRIS, CHRIS COLFER ETC……………..

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