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Digitale terrestre: lo “switch off” italiano fra i più veloci d’Europa

Secondo il calendario previsto dal ministero delle Comunicazioni, entro la fine del prossimo anno il 70% delle popolazione italiana sarà raggiunta dal segnale della televisione digitale terrestre. Un dato che induce a pensare in positivo circa il buon esito del lungo processo di migrazione che porterà allo spegnimento definitivo, nel 2012, della Tv analogica. Problemi tecnici (impianti obsoleti e decoder non certificati) e disservizi per gli utenti a parte, il programma di “switch off” prosegue fra l’ottimismo di istituzioni e operatori. Dalla Dgtvi, l’Associazione che riunisce broadcaster e produttori di decoder e Tv, fanno sapere infatti che le famiglie digitali nel Belpaese, in possesso cioè di apposito decoder (integrato nella Tv o esterno) nella residenza principale, ha ormai superato quota 12 milioni; al 31 dicembre le abitazioni dotate di almeno un ricevitore per accedere ai canali terrestri in chiaro terrestre saliranno al 62% del totale, per circa 36 milioni di cittadini nel complesso. Calendario alla mano, se tutto procederà nel migliore dei modi nel corso del 2010 – quando altre 10 milioni di famiglie saranno interessate dallo switch off, raggiungere il traguardo di un’Italia “all digital” ben prima della scadenza fissata dalla Ue non è una chimera. E se è vero che nelle regioni già oggetto di migrazione l’adozione della Tv digitale terrestre è superiore al 90% si può parlare a pieno titolo di “rivoluzione” in atto, certificata da ascolti che ormai sono superiori a quelli registrati sui canali satellitari. Non va dimenticato per contro che tale “rivoluzione” prese avvio nel lontano 2004, quando iniziò (dal mese di febbraio) una corsa all’acquisto del decoder che ha portato oggi il numero cumulato di ricevitori venduti (alcuni dei quali probabilmente inutilizzabili) ben oltre quota 19 milioni.

Cosa succede negli altri Paesi Se l’Italia in fatto di digitalizzazione televisiva corre, non si può dire la stessa cosa per alcuni dei principali paesi europei. In Francia, per esempio, sebbene l’accesso ai canali terrestri riguardi attualmente una larghissima parte della popolazione, la capitale Parigi e l’intera regione dell’Ile-de-France abbandonerà definitivamente il segnale analogico solo nel marzo del 2011, un anno e mezzo dopo il passaggio al digitale terrestre di Roma e del Lazio. In Germania, Paese molto avanti nel processo di transizione (Berlino è divenuta la prima città a spegnere definitivamente il segnale analogico terrestre nell’agosto del 2003), le prime trasmissioni a pagamento su piattaforma Dtt sono partite solo da poco e in aree cittadine assai limitate mentre Mediaset Premium, in Italia, è un concorrente di tutto rispetto della prima (nonché unica) pay tv satellitare nazionale, e cioè Sky. Sorprende forse ancora di più il fatto che in Danimarca, culla come tutti gli stati nordici delle nuove tecnologie, molte famiglie (120mila a metà ottobre) secondo le stime della società di ricerche Tns Gallup) si siano dichiarate impreparate ad abbandonare l’analogico a pochi giorni dal completamento dello switch-off. Esempi invece virtuosi in tema di Tv digitale arrivano dalla Spagna e dall’Inghilterra. Nel Regno Unito, infatti, la Bbc sta lavorando attivamente all’implementazione dello standard ad alta capacità trasmissiva Dvb-T2 su una parte della propria rete di trasmissione confermando il lancio per dicembre dei primi servizi in alta definizione su digitale terrestre nelle aree già oggetto di switch-off. Lo stesso dovrebbe fare presto, con una programmazione ancora però non definita, anche la Rai, che ha già trasmesso in alta definizione alcuni eventi (sportivi per lo più) utilizzando il canale sperimentale Rai Test HD. In Spagna, infine, a circa sei mesi dallo switch-off definitivo, almeno sette famiglie su 10 sono già sintonizzate sul digitale terrestre e, particolare non da poco, la quota di ascolto della nuova piattaforma ha superato a settembre il 45%, contro il 33,6% della televisione analogica terrestre.

[di Gianni Rusconi – Il Sole 24 Ore]

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