Sarah Varetto nuovo direttore di Sky Tg 24

(di Alessandra Giorda) Nata giornalisticamente sotto la Mole, trionfa nella città eterna! Oggi lunedì 4 luglio 2011 l’investitura ufficiale del nuovo direttore di Sky Tg24: Sarah Varetto.  Si è realizzato il sogno di una ragazza nata a Torino 39 anni fa che ha coltivato con tenacia e determinazione, credendoci fermamente e non dando retta a chi dissentiva dal suo obiettivo.

Lei, bella e preparatissima, moglie di Salvo Sottile, dal quale ha avuto due figli Giuseppe e Maya, oggi può darsi una pacca spalla e dirsi: “Brava”. Dagli esordi a Torino presso l’emittente regionale GRP a Rai 3 con Italia Maastricht, a La7 con Miaeconomia,  a Rai 2 come autrice e co-conduttore con Alan Friedman del programma di economia I nostri soldi e da otto anni or sono a Sky Tg24 (caporedattrice di Sky Tg24 Economia e conduttrice del Tg delle 17). Ottimi sono i consensi dall’Italia che conta sul nuovo incarico di  Sarah Varetto. Dove si apre anche un’argomentazione di rilievo riguardo al ruolo della donna nella società odierna (tema che tratterò in molte sfaccettature e più volte prossimamente nella nuova rubrica ZOOM). Ecco i commenti della Senatrice  Anna  Finocchiaro, il Ministro  Renato Brunetta,  l’esimio prof. Giulio Sapelli. Li ho intervistati personalmente e li ringrazio pubblicamente per disponibilità ed efficienza. Leggiamo i commenti!

Senatrice Finocchiaro:

D: Sarah Varetto nuova direttrice di Sky Tg24. Cosa ne pensa? Quali sono le qualità che riconosce nella giovane giornalista?

R: La nomina di Sarah Varetto alla guida di Sky Tg24, testata ormai ai primi posti nell’informazione nazionale, è stata un’ottima notizia, per il valore della professionista e per il significato simbolico. Sono stati premiati merito e serietà di una giovane giornalista, per di più donna. Non accade spesso, nel nostro Paese, dove ancora i direttori donna di testata sono mosche bianche, come del resto più in generale le donne nei posti di potere. Per questo, commentando il giorno stesso (giorno in cui è stata resa pubblica la notizia), ho detto che si tratta di una buona notizia per le donne italiane.  Mi auguro che anche questo possa significare un’attenzione particolare, da parte di Sky Tg24, alle tante questioni irrisolte del mondo femminile, in un Paese in cui il tasso di occupazione del gentil sesso è tra i più bassi d’Europa ed il welfare è delegato alle famiglie, ma in cui le donne stanno dimostrando sul campo di essere la forza del cambiamento e dell’innovazione.

D: Quanto è ancora difficile per le donne ricoprire cariche di rilievo in Italia?

R: Molto, soprattutto nella politica ed in tutti i settori in cui la crica di rilievo è legata alla gestione del potere. Per ogni donna che compete, vince ed arriva a ricoprire un posto di potere, un uomo deve cedere  lo scettro. Questo non è facile. Tuttavia credo che il fenomeno dell’ascesa femminile sia inarrestabile, per una ragione semplice: le ragazze giovani sono più preparate, più colte, più determinate dei coetanei maschi. La piena parità delle opportunità è  ormai  solo questione di tempo.

Prof. Sapelli:

D: Qual è la sua opinione riguardo alla nuova direttrice di Sky Tg24?

R: Conosco la Varetto da tanti anni come giornalista ed è bravissima. E’ una di quelle poche persone che unisce competenza a grande affabilità. E’ una che sa e che riesce a trasmettere il suo sapere in maniera semplice e comprensibile. E’ un piacere essere intervistati da lei.

D: Come l’ha conosciuta?

R: In una delle tante conferenze economiche alle quali lei partecipava come giornalista prima che entrasse a far parte di Sky. Successivamente mi ha invitato spesso alla sua trasmissione di economia (Sky Tg24 in onda dal lunedì al venerdì dalle 18.35 alle 19,00). Solo perchè c’era lei che conduceva facevo parecchi chilometri pur di presenziare. E’ una donna molto competente.

D: Nonostante il progresso la donna in Italia oggi trova ancora difficoltà a ricoprire incarichi importanti. Qual è la sua opinione in tal proposito?

R: E’ una società capitalistico-patriarcale. Penso che quando c’è una visione capitalistica fondata sul dominio del monarca della divisione sessuale del lavoro soprattutto nei Paesi del sud dell’Europa, sarà molto difficile superare i bendaggi culturali.

D: Si riuscirà e quando?

R: Non sarà la legge a consentire  l’abbattimento dei credo citati, prima di questa c’è la cultura. Si tratta di un lavoro culturale lunghissimo che richiede molto tempo.

Ministro Brunetta

D: Qual è la sua opinione rigurdo la nuova direttrice su Sky Tg24?

R: Conosco da molti anni l’ottima Sarah Varetto e non ho difficoltà a confermare quello che in diverse occasioni ho avuto modo di dirle personalmente: a mio giudizio si tratta della giornalista televisiva più preparata in materia di economia. Non posso quindi non congratularmi con lei per la sua meritata promozione e rivolgerle i miei più sinceri auguri di buon lavoro.

Un in bocca al lupo, “neo direttrice”, da parte di tutti noi della Redazione de ilTelevisionario.

ZOOM: IL MONDO A 360°/ Viaggio in Bangladesh

(di Alessandra Giorda) In questo primo appuntamento della nuova rubrica de ilTelevisionario dal titolo Zoom – Il mondo a 360° dedicata a temi di attualità come ambiente, benessere, economia, politica e salute, vorrei soffermare la Vostra attenzione, miei cari lettori, sul Bangladesh, Paese dell’Asia meridionale affacciato sul Golfo del Bengala confinante con l’India ed il Myanmar, dove nel 2007 e nel 2009 si sono perpetrati disastri naturali che lo hanno messo in ginocchio. In due anni due cicloni hanno causato la morte di più di 3400 persone rendendo orfani moltissimi bambini. Un Paese dove il diritto all’infanzia è spesso negato, per necessità delle famiglie povere di avviare al più presto la prole al lavoro nei campi. Dove a Dacca, la capitale metropoli con più di 14 milioni di abitanti, almeno 4 milioni vivono nelle baraccopoli. Dove la vita per strada è difficile per tutti, soprattutto se si è donne, poiché si diventa preziosa merce per l’industria del sesso ed i diritti umani dei bambini, quali l’istruzione ed il gioco, vengono negati perché comprati e venduti come qualsiasi bene. L’industria del sesso (a breve scriverò uno Speciale sul turismo del sesso minorile) vede bambine oggetto di desideri  perversi di adulti senza scrupoli e fattura miliardi di dollari in varie zone del mondo tra le quali il Bangladesh. Il Paese in questione risulta essere tra le nazioni più povere e sovrappopolate del mondo. Il 50% dei minori vive con poco più di 1 dollaro al giorno. Il  Governo collabora con varie Ong (Organizzazioni non governative) per porre rimedio ad una realtà tanto cruda quanto vergognosa. Se si pensa all’Occidente, dove la gente seppur sopportando una sostenuta crisi, vive in una dimensione nettamente differente con il solito must: l’avere. Dove i giovani, stufi di tutto poiché hanno ciò che desiderano, non provano più piaceri se non con lo sballo nelle discoteche o nei rave party. Due facce del mondo in contrapposizione. Come Vi avevo anticipato il famoso ballerino Kledi Kadiu ed il talentuoso regista Alessandro Tresa si sono recati in Bangladesh in occasione del progetto dell’UNICEF contro il disagio minorile per la campagna IO COME TU, dove ha visto Kledi testimonial. Nonostante il successo di questi due giovani uomini, nell’animo si sono mantenuti candidi e fanno della loro vita come must l’essere e non l’avere. In un servizio sul settimanale Famiglia Cristiana dedicato a questo Paese chiuso a “panino” dall’India e dal Myanmar, Kledi sostiene: “Lì ho capito quanto io sia stato fortunato. Io che sono nato in Albania, figuriamoci come potrebbe sentirsi chi è nato in Italia o in Francia o in Germania”. Capiamo infatti da chi è nato nostra nazione, quali sono state le emozioni vissute in Bangladesh, dove ha girato dei video e scattato foto con occhi nuovi, dando un taglio inconsueto come solo lui sa fare. Leggiamo il vissuto di Alessandro nella settimana trascorsa insieme a Kledi in questo Paese asiatico dove in tanta tristezza e povertà ci si innamora degli sguardi innocenti di bambini che dapprima ti accolgono con un pizzico di diffidenza e poi non ti vorrebbero più lasciare.

D: Parlami del viaggio nell’Asia meridionale.

R: Ho avuto la possibilità di andare in Bangladesh con l’UNICEF e con Kledi, che come tu sai con quest’ultimo è nata una bella amicizia frutto di una collaborazione lavorativa e di tanti valori morali in comune (2 serie di Step Passi di danza in onda su Rai5, canale culturale della Rai). Ho accettato immediatamente la proposta sia per Kledi, sia perché mi mancava un’esperienza del genere dal punto di vista umano e lavorativo. Il mio obiettivo era di riuscire a raccontare in maniera diversa un realtà conosciuta dai più. Infatti come ti avevo anticipato prima della partenza in questo viaggio volevo lasciarmi andare a video riprendere e fotografare ciò che ritenevo opportuno senza legami. Arrivati là abbiamo fatto ore ed ore di viaggio su una Gip per girare più zone possibili del Paese.

D: Dopo vari scandali riguardanti molte associazioni che apparentemente raccoglievano denaro per la costruzione di opere benefiche, nella gente rimane il dubbio e la paura a fare beneficienza. Tu che sei stato in loco puoi affermare che l’UNICEF lavora in modo serio come si dice?

R: Si. Ho calpestato con i miei piedi le scuole costruite, ho visto con i miei occhi il grande lavoro che stanno facendo per aiutare i bambini e dare loro sempre più un’infanzia normale. A Dacca, nella capitale, ci sono scuole all’aperto, dove vengono raccolti i bambini per strada che seguono lezioni in preparazione all’entrata nella scuola pubblica. Hanno diritto ad un pasto al giorno, visite mediche ed educazione igienica sanitaria.

D: Qual è l’immagine che ti porterai per sempre nel cuore da questo viaggio?

R: In una delle scuole visitate Kledi ha ballato con i bambini in un clima di festa e quando noi dovevamo andare via quelle manine tanto fragili quanto serrate non ci lasciavano. Ti assicuro che il mio cuore si e stretto in una morsa. Per quegli occhi tristi ed innocenti non sarei più partito. Non dimenticherò mai.

D: Entriamo più nello specifico delle emozioni che tu hai provato?

R: Che ti devo dire, raccontare è una cosa viverle è un’altra. Sono partito per questo viaggio interloquendo spesso con me stesso, sul fatto che in qualche modo dovevo crearmi una corazza per non commuovermi sempre. Quando sono stato là ed ho visto, ho mangiato e vissuto con questa gente tutti i miei propositi sono andati all’aria. E’ un viaggio che non scorderò mai, è stato una scuola di vita e quando torni non sei più lo stesso. Tutto quello che prima era importante diventa secondario. I valori cambiano nettamente. Guardo i miei figli i ringrazio che siano nati in Italia, ma non posso scordare i figli dei meno fortunati nati in Bangladesh. Nel rivedere e montare i video delle riprese fatte là è stato nuovamente un tuffo al vissuto di quella settimana. In tanta devastazione, povertà e dolore c’è una grande dignità. Là la gente è vera non costruita come noi siamo abituati. Uno sguardo, un sorriso, un abbraccio ti trasmettono emozioni profonde che ti cambiano per sempre. L’autenticità ha una potenza senza limiti.

D: In questo viaggio come accennavi prima avete percorso parecchi chilometri. Quali erano le condizioni ambientali? Continua a leggere