NOTIZIE DI UN TG DI UNA SERA DI MEZZA ESTATE

Ritorna l’appuntamento con la rubrica Vengo dopo il TG: in occasione dell’anniversario della strage di Via D’Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, vediamo cosa hanno proposto i telegiornali nelle loro edizioni della sera.

Studio Aperto dedica l’apertura dell’edizione delle ore 18,30 alle motivazioni della condanna all’ergastolo per la strage di Erba a Olindo Romano e Rosa Bazzi. Solo dopo dieci minuti dall’inizio, il telegiornale di Italia 1 ricorda in un minuto la strage di Via D’Amelio, riportando le dichiarazioni di Napolitano e Berlusconi. Poi via libera ai soliti servizi frivoli dedicati al grande caldo che sta colpendo la nostra Penisola e le previsioni meteo per i prossimi giorni.

Il Tg1 delle 20 apre con il primo titolo IN MARCIA PER BORSELLINO. NAPOLITANO: FARE LUCE. Infatti il servizio d’apertura è dedicato al 18° anniversario dell’attentato al giudice Paolo Borsellino.  Vengono riportate le dichiarazioni del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato. Subito dopo un servizio dedicato ai successi del Governo italiano riscossi nella lotta contro le mafie.

L’edizione della sera del TG5 apre con il ricordo della morte di Borsellino. Poi un servizio dedicato alla scomparsa della vedova di Aldo Moro e, tracciando quasi un parallelo con il gruppo brigatista che uccise Moro, viene presentato un servizio sull’arresto di tre giovani insospettabili “aspiranti fiancheggiatori di quella che 30 anni fa si sarebbe chiamata lotta armata”: si tratta per lo più di incendi, danneggiamenti e minacce, rivendicati con la sigla “Cellule di resistenza proletaria” e avvenuti tra il 2008 e il 2010. Una notizia non da prima pagina e presentata questa sera solamente dal tg di Mimun.

Nel TG2 delle 20,30 collegamento in diretta da Palermo, dove viene presentata il corteo programmato dalla Giovine Italia, l’organizzazione giovanile del PDL, con immagini riprese prima della partenza della fiaccolata, in cui si vedono Gianfranco Fini, il ministro Giorgia Meloni mentre si fa fotografare sorridente insieme ad alcuni giovani partecipanti, e il vice -presidente del Senato Domenico Nania. In chiusura le dichiarazioni del Presidente della Camera rilasciate in occasione di una domanda posta dai manifestanti, ossia se anche per lui Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, fosse una eroe (ritenuto tale dal senatore Marcello Dell’Utri e dal Presidente del Consiglio Berlusconi): Fini ha risposto affermando che “Mangano è stato un cittadino italiano che è stato condannato per mafia, non è un eroe”. Ma il TG2 non riporta le altre importanti frasi di Fini, invece riprese dalle agenzie di stampa e dai siti web di informazione, ossia che “Bisogna avere rispetto delle istituzioni, anche se in alcuni casi ci sono uomini nelle istituzioni che non sempre sono all’altezza del ruolo che ricoprono”.

Poi il telegiornale diretto da Mario Orfeo presenta un servizio dedicato alle dichiarazioni di Berlusconi rilasciate in occasione di una visita privata ad un’università telematica in Brianza. Il giornalista afferma che:

Berlusconi avrebbe toccato il tasto della scelta delle ragazze di bell’aspetto all’interno del suo partito. Mi accusano sempre di circondarmi di belle fanciulle, senza cervello – avrebbe detto il Presidente del Consiglio, secondo quanto riferito – ecco che invece delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non rassomigliano certo a Rosy Bindi. Una frecciata il premier la riserva anche a Di Pietro: quando studiavo io all’università lo sapeva tutto il condominio – avrebbe detto il capo del Governo – quando ha preso la laurea Di Pietro nessuno ne sapeva niente.

Molta cautela dunque, nel riportare le parole di Berlusconi, da parte del giornalista Daniele Rotondo autore del servizio.

Il TG3 apre invece in maniera istituzionale, ossia con il monito di Napolitano: il Csm va subito rinnovato, poi discuta il caso P3. Poi la politica e un servizio di Mariella Venditti sulle nuove “simpatiche” dichiarazioni di Berlusconi in merito alla Bindi e sui precedenti “scherzi” relativi sempre al gentil sesso. Solamente il terzo servizio del tg diretto da Bianca Berlinguer è dedicato a Palermo che ricorda i 18 anni dalla strage di via D’Amelio tra le polemiche sui depistaggi. Subito dopo viene proposta un’intervista sullo stesso tema a Walter Veltroni.

Vengo dopo il TG #9

Puntuale con ogni elezione, arrivano la polemica sulle sperequazioni di trattamento nei telegiornali italiani: secondo uno studio pubblicato dal Sole24, nei tg Mediaset il 75%  del tempo dedicato alla politca è stato riservato al PDL.

Al di là delle consuete polemiche politiche, le analisi su questo genere di dati sono molto complesse: vorremmo solo ricordare ai lettori che in realtà i conteggi sono puramente formali e prescindono dal contenuto: per fare un esempio, se si parla dello scandalo di Trani,delle pressione fatte da Berlusconi all’Authority,  questo rientra nel conteggio di tempo dedicato al PDL. Cioè anche  un servizio sugli scandali o sul malaffare di una forza politica viene considerato come “dedicato” ad essa. Si capisce dunque come questi dati possano portare a interpretazioni falsate, nel senso che non necessariamente il partito a cui è stato dedicato più spazio è stato perciò avvantaggiato.

Cambiando argomento, prosegue una certa reticenza nell’affrontare lo scandalo dei preti pedofili; il New York Times, il più grande giornale al mondo, ha lanciato gravi accuse al Papa, e con uno scoop sostiene che vi sia un coinvolgimento anche del cardinal Bertone. Di ciò, come pure delle dimissioni del vescovo irlandese Magee, si è pressoché solo accennato nei tg italiani, nonostante la rilevanza mondiale del caso;  non così all’estero, basti pensare alla BBC, che stà dedicando molta attenzione a questo terremoto nella chiesa cattolica irlandese.

Infine, come prevedibile, nonostante il non indifferente successo, sullo show di Santoro non è stata spesa neanche una parola nei principali Tg.

Vengo dopo il TG #8

Nell’incessante divenire di manipolazioni mediatiche, dobbiamo osservare questa settimana il fenomeno della “passivizzazione” del Premier. Due esempi per chiarire questo concetto.

Durante la consegna del tapiro di Striscia la notizia ad Augusto Minzolini, un ridanciano Staffelli invitava il direttore del Tg1 a “smetterla di chiamare Berlusconi”; durante i servizi del TG1, parlando di Gianpaolo Tarantini, si ricordava che questi “aveva tentato di introdurre escort nell’abitazione del Premier”. Si capisce dunque come il ritratto che esce da questi servizi sia quello di un pover’uomo che, quando non è tormentato da giornalisti che vogliono favorirlo rivelandogli segreti d’ufficio, deve scacciare imprenditoruccoli meridionali che cercano di introdurre cariolate di prostitute nella sua rispettabile abitazione.

Restando sul direttore Minzolini, egli evidentemente non deve essere stato particolarmente scosso dalla pubblicazione delle telefonate avvenute fra lui ed il premier, vista la generosissima copertura offerta dal TG1 alla manifestazione del PDL in Piazza San Giovanni.

E infine anche oggi, con il rifiuto di Berlusconi di partecipare ad un ipotetico dibattito con Bersani, è continuato lo scontro frontale fra le due parti politiche. Bisognerà abituarcisi, perché il Premier è intenzionato a dare al voto regionale una valenza nazionale e quindi a ripresentare il solito schema di elezioni come un referendum sulla sua persona.

Speciale “Vengo dopo il TG”: Analisi del TG1

Il 20 maggio 2009 Augusto Minzolini veniva nominato direttore del TG1, dopo essere stato a lungo notista politico per la Stampa. Per i telespettatori più attenti, le differenze con il precedente direttore Gianni Riotta, che aveva impostato un TG elegantemente filo-governativo, furono immense. Filippo Ceccarelli di Repubblica fu tra i primi a notare come il neodirettore, infatti, non solo fosse particolarmente “solerte” nell’accontentare la maggioranza di governo, ma che nel fare ciò fosse altresì disposto ad abbandonare la veste oggettiva, istituzionale, del TG1 per presentarsi pressoché dichiaratamente come attore in campo.

Fra le principali novità in questo senso,  l’introduzione dell’ “editoriale del direttore”: non che questa formula sia stata propriamente inventata, solo che precedentemente veniva usata solo per commentare eventi drammatici, di grande tensione anche internazionale, mentre con Minzolini abbiamo un vero e proprio direttore/opinon-maker il quale, dopo che il Tg ha dato una notizia, interviene a fornirne una chiave interpretativa.

La cronaca recente ci offre un ottimo spunto per valutare il livello degenerativo a cui ormai è giunta questa tendenza. Qualche giorno fa, infatti, a seguito di alcuni rumors su una possibile inscrizione nel registro degli indagati di Augusto Minzolini, è stato il direttore stesso ad “autodifendersi” in un editoriale, peraltro in maniera estremamente discutibile e omertosa.

Non si deve però pensare che questa “scoprirsi” del TG1, abbia comportato l’abbandono delle vecchie tecniche manipolatorie, più celate. Le dichiarazioni dell’opposizione sono sempre schiacciate in mezzo a due della maggioranza (il celebre “panino” del TG1); inoltre, quando si intervistano degli “esperti in materia” per fornire al telespettare maggiori informazioni su questioni tecniche, questi sono sempre scelti perchè di opinioni vicine a quelle della maggioranza.

Basti pensare al recente decreto “salvaliste”: molti costituzionalisti, anche autorevoli, si erano schierati contro, ma al TG1 furono sentiti solo quanti erano favorevoli a tale decreto.

E questo per non parlare della più vecchia fra le tecniche di mistificazione: non dare le notizie (come nell’affaire Noemi Letizia, l’estate scorsa), o darle sbagliate (come, recentemente, l’avvocato Mills, coinvolto in un processo in cui era indagato anche Silvio Berlusconi, fù dichiarato dal TG1 “assolto invece che “prescritto“).