Il 14 febbraio iniziano le riprese della terza serie di “Tutti pazzi per amore”. New entry Ricky Memphis e Martina Stella

(di Nicoletta Tamberlich - ANSA) Addii e new entry ma soprattutto tante sorprese: partiranno il giorno di San Valentino le riprese di Tutti pazzi per amore 3, la serie forse più innovativa e sperimentale tra le fiction di Raiuno. Ad annunciarlo è proprio il protagonista dello show, Emilio Solfrizzi.

L’attore ha usato il sua account di Facebook, per comunicare la lieta notizia ai fan e ha postato questo commento: ”Forse lo avete già letto da qualche parte! A chi non lo sa, glielo dico io: il 14 febbraio (data perfetta) iniziano senza se e senza ma, le riprese di Tutti pazzi per amore 3”.

Tante novità a partire dalla regia, con Laura Muscardin che prende il posto di Riccardo Milani. Le riprese dureranno circa otto mesi, in verità avrebbero dovuto iniziare quest’estate, ma poi sono state rinviate e nessuno conosceva la reale ragione di questo ritardo. Addirittura si era arrivato a pensare che la serie sarebbe stata messa provvisoriamente nel cassetto.

Solfrizzi ha anche voluto commentare l’arrivo di nuovi volti nel cast, i quali andranno probabilmente a sostituire alcuni personaggi di cui non sarà così sicura la presenza: ”Non ci saranno più con certezza Neri Marcorè, Alessio Boni e Sonia Bergamasco. Forse solo delle piccole apparizioni. Per questi amici che vanno, altri ne vengono. Con gioia annuncio l’arrivo di Anita Caprioli, di Ricky Memphis e di Martina Stella! Non si conosce ancora la data di messa in onda. Novembre/dicembre 2011”.

I rumors lo (ri)volevano protagonista dell’undicesima stagione di Distretto di Polizia, nei panni del ‘resuscitato’ ispettore Mauro Belli ma Memphis (in questi giorni al cinema con Immaturi e su Raiuno con Caccia al Re insieme a Stefano Dionisi) – nome d’arte di Riccardo Fortunati, 42 anni – pochi giorni prima di Natale ha firmato il contratto con la Publispei di Carlo Bixio per entrare nel cast di Tutti Pazzi nel ruolo di Giampaolo, fidanzato dell’altra new entry della Martina Stella che interpreterà Elisa, cugina di Monica (Carlotta Natoli), che verrà assunta come grafica nella redazione di ‘Tu Donna’. Tra l’altro Elisa sta per sposarsi con Giampaolo, ma Monica si prenderà una bella sbandata per il fidanzato della cugina.

Novità anche per Emanuele (Brenno Placido) e Cristina (Nicole Murgia): i due fratellastri, adesso maggiorenni, infatti, decideranno di lasciare casa per andare a convivere con i rispettivi fidanzati, Viola (Claudia Alfonso) e Raoul (Gabriele Rossi). Ma sarà tutto rose e fiori? Ma se i due fratelli lasceranno casa Giorgia casa di Paolo (Emilio Solfrizzi) e Laura (Antonia Liskova) piomberanno le due zie Sofia (Ariella Reggio) e Filomena (Pia Velsi)! E ce ne saranno davvero delle belle! Firmano la sceneggiatura di Tutti Pazzi per Amore, Ivan Cotrone, Monica Rametta e Stefano Bises. Ma tra i grandi assenti di questa nuova serie quello che sarà più rimpianto dai fan Pietro Taricone, ‘o guerriero, morto nel giugno scorso per inseguire la sua grande passione, il paracadutismo. Aveva partecipato a Tutti Pazzi nel ruolo di Ermanno.

Richiamo Rai a “Vieni via con me” per aver sforato di due minuti e mezzo l’ultima puntata. Sospeso Loris Mazzetti

Durante la puntata di Che tempo che fa il conduttore Fabio Fazio ha letto un elenco, nello stile di quelli che hanno costituito il cuore del fenomeno televisivo dell’anno, “di quello che mi rimane dopo Vieni via con me”.

- Un senso di gratitudine sincera verso il pubblico;

- Una sensazione strana, quella di avere davvero condiviso i propri sentimenti con 10 milioni di persone;

- Le statuine del presepe di San Gregorio Armeno che ritraggono me e Roberto Saviano insieme nel presepe;

- Più di 9.000 elenchi arrivati al nostro sito, che peraltro continua ad essere operativo;

- Anche un pò di amarezza, perchè al dirigente responsabile del programma Loris Mazzetti non è stata risparmiata la sospensione di 15 giorni e noi invece abbiamo tanto bisogno di lui;

- La colonna sonora di Vieni via con me nelle orecchie, che continua tutto il giorno e tutta la notte;

- La voglia grande di raccontare tante altre storie, insomma di non fermarsi qui, e la voglia che queste storie possano essere raccontate ancora una volta in RAI, se la RAI lo vorrà;

- Una lettera della RAI in cui si rimprovera Rai Tre perché Vieni via con me, nell’ultima puntata, ha sforato di 2 minuti e mezzo oltre l’orario consentito;

- Il budino assurdo, di una marca assurda, di un colore assurdo che Roberto Saviano mangiava tutte le sere alla mensa RAI. E gli piaceva;

- I croccantini del bar della RAI, il cane anti-esplosivi che ci annusava tutti prima di cominciare;

- La magia di Roberto Benigni, tutti gli ospiti che sono generosamente venuti.

- Tanti motivi per rimanere, tanti per andare, tanti motivi per essere felici di fare il nostro lavoro, tanti motivi per dire ancora una volta grazie a tutti voi, a Roberto Saviano, che per parte sua dice ancora una volta grazie a tutti voi.

La Rai ha mandato a Raitre una lettera in cui rimprovera alla trasmissione Vieni Via con me, condotta da Fabio FazioRoberto Saviano, di aver sforato di due minuti e mezzo l’orario previsto nell’ultima puntata, mentre il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti è stato sospeso per 15 giorni a causa di alcune dichiarazioni e della sua partecipazione a un programma di La7. L’ultima puntata del programma campione di ascolti sarebbe dovuta andare in onda in orario prolungato fino a mezzanotte, ma il giorno prima, domenica 28 novembre, la Rai non lo aveva concesso.

(fonte Il Giorno.it)

UPDATE: La Rai in una nota ha comunicato che:

Nessun “rimprovero” e meno che meno nessuna “censura” a   “Vieni via con Me”, ma soltanto una dovuta comunicazione interna di natura esclusivamente tecnica indirizzata, come è suo diritto/dovere, autonomamente dalla Direzione Palinsesto  alla Direzione di Rai3, com’è avvenuto, avviene e avverrà in casi analoghi per tutte le Reti, per tutti i Canali e per tutte le trasmissioni, senza che nessuno abbia mai gridato maniacalmente a fantasiose e del tutto improbabili “libertà violate”.

La7.tv: in un anno oltre 3 milioni di video erogati

(ANSA) Oltre 3 milioni di video erogati in un anno: è il bilancio di La7.tv - il servizio web on demand che per la prima volta in Italia ha permesso di rivedere gratis i programmi trasmessi durante l’ultima settimana televisiva sulla rete di Telecom Italia Media – che domani festeggia i suoi primi dodici mesi di vita. Il circuito La7 web – spiega una nota – ha segnato nel periodo tra gennaio e novembre 2010 un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2009.

In particolare, La7.tv da settembre ha rappresentato il motore di questo trend: i tassi di crescita a doppia cifra dell’intero circuito sono infatti dovuti proprio alle notevoli performance di La7.tv, che negli ultimi tre mesi ha superato abbondantemente i 200 mila navigatori mensili (a novembre oltre 270 mila utenti), dati più che raddoppiati dal lancio di un anno fa. Sono 3,3 milioni i video erogati dal 4 dicembre 2009 che, se messi in sequenza, in un solo anno coprono oltre 146 anni di tempo dedicato alla visione dei contenuti La7.

Tra i programmi più cliccati l’intrattenimento di Crozza Alive e Victor Victoria, L’ispettore Barnaby e l’informazione, con il TgLa7 delle 20, Otto e mezzo e Omnibus che hanno rappresentato il 50% dei video erogati. Programmi come L’infedele hanno superato i 50 minuti medi per puntata, la nuova edizione delle Invasioni Barbariche ha oltrepassato i 40 minuti. Su La7.tv sono disponibili tutti i programmi tv di La7, nonché l’Archivio cult, una carrellata storica delle puntate più belle di tutti i programmi televisivi a disposizione online dalla seconda settimana di programmazione.

Dopo 33 anni torna il teatro in tv: questa sera su Raiuno “Filumena Marturano” con Massimo Ranieri e Mariangela Melato

Mariangela Melato e Massimo Ranieri sono i protagonisti della commedia Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, in onda questa sera su Raiuno alle ore 21,10. Nei prossimi mesi sulla rete diretta da Mauro Mazza saranno proposti altri tre appuntamenti, sempre con la regia teatrale di Massimo Ranieri: Napoli MilionariaSabato, domenica e lunedìQuesti fantasmiFilumena Marturano è stata registrata con tecnologia digitale e in alta definizione nello Studio 2 del Centro di Produzione tv di Napoli.

(AGI NEWS) Ci sono voluti ben 33 anni ma il momento della grande scommessa è arrivato: restituire il teatro alla tv, agli schermi Rai. Ci prova Raiuno, la rete ammiraglia diretta da Mauro Mazza, a giocare, e anche vincere, la scommessa. E ci prova con un’opera che di per sè fa già tremare i polsi: “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, che per quel personaggio scomodò in qualche modo il paragone con Medea. Andrà in onda domani in prima serata, affidata all’interpretazione di Mariangela Melato e di Massimo Ranieri (chiamato al tentativo di ‘liberarsi’ dall’immagine storica che si ha di Eduardo e proporne invece la forza della formidabile attualità), e anche di Clara Bindi (che con Eduardo ha lavorato in teatro) e Pino Ammendola, e altri ancora validissimi interpreti del teatro napoletano. La regia teatrale è di Ranieri, che con Guglielmo Peirce ha curato anche la traduzione e l’adattamento; la regia televisiva è affidata invece a Franza Di Rosa; musiche originali composte da Ennio Morricone.

Mariangela Melato ha parlato di “esperienza abbastanza singolare, dove tutti ci siamo sentiti molto uniti e meravigliati di avere a che fare con una cosa così bella e capire da subito la profondità del teatro di Eduardo. Testo altissimo e saremo sempre grati a chi ci dato questa possibilità. Se va bene, sarà importante in un’epoca ‘buia’, dove di cultura non si può parlare. C’è stato grandissimo coraggio nel farlo, Mazza è stato intuitivo e coraggiosissimo. Spero che il pubblico percepisca la nostra buonafede, la voglia di lavorare per una cosa bella. Poi, quello che sarà sarà…”. Certo, lei da milanese ha dovuto fare i conti con il napoletano, e non è stato facile, “mi sono molto impegnata, qualcosa l’ho imparato…”. Ha raccontato di quando Eduardo le offrì di fare Filumena, “ma mi sentivo ancora più milanese di oggi e dissi di no. Mi sembrò una stravaganza del maestro. Lui mi diceva ‘Filumena dev’essere molto bella, perchè Titina (che l’interpretava, ndr) è brava ma è brutta’. Però’ io ribadii il no. E nel tempo non mi sono mai sentita a mio agio, io sono una perfezionista schifosa, faccio quello che so di poter far bene. Poi è arrivato ‘o guaglione (rivolgendosi a Ranieri, ndr) e mi disse due cose determinanti: sarebbe stato in italiano e si faceva per la tv”.

Come spiega Ranieri, infatti, “abbiamo dovuto adattare questa commedia al mezzo televisivo, a questo meraviglioso ‘mostro’ che tanto ti affascina ma a volte di fa anche male. L’abbiamo dovuta tradurre in italiano, ed è stata la fase più dura e difficile perchè vai a toccare uno dei mostri sacri del teatro del Novecento. Abbiamo preso il coraggio a due mani e affondato il coltello fin dove è stato possibile e far capire tutto alla signora di Trento o Bolzano che paga il canone come pure a quella di Canicattì”. Ranieri ammette che c’erano dissonanze tra quello che ha detto Filumena e “quello che volevamo dicesse Mariangela (e qui ha fatto un piccolo lapsus chiamando l’attrice proprio che se di nome facesse Filumena), ma poi abbiamo tenuto conto che in realtà Eduardo ha sempre parlato in italiano per farsi capire ovunque nel Paese; e c’è una lettera della Rai che gli chiedeva di adattare in italiano il suo testo. E abbiamo lavorato”. Ranieri la definisce “una storica impresa”, e sottolinea il “prezioso contributo del maestro Ennio Morricone, mentre Clara Bindi è stata una vera chioccia per tutti noi”. Un aspetto che Massimo Ranieri ha tenuto a ribadire con forza è quello relativo all’ “anima” dell’opera di Eduardo: “Non è stata tolta, non l’abbiamo stravolta, abbiamo solo tradotto alcune frasi diversamente incomprensibili. Come direbbero i toscani, ‘non abbiamo sciacquato i panni in Arno!’ L’armonia rimane quella, abbiamo lavorato duro per non stravolgere l’opera”. Anche la Melato sottolinea che “la costruzione è rimasta napoletana, con le sue caratteristiche del linguaggio dialettale, i ritmi. La musicalità è e resta quella”.