(di Alessandra Giorda) Con immenso piacere, miei cari lettori, Vi ripropongo un personaggio di profondi valori che ho intervistato qualche mese fa e che ora ha scritto un libro interessante: Sveva Sagramola con “Secondo Natura impariamo a vivere bio”. L’abile conduttrice di Geo &Geo, in onda ogni pomeriggio su Rai 3, nel libro edito da Mondadori, racconta in maniera semplice e con un linguaggio scorrevole come tutti noi possiamo fare qualcosa ogni giorno per l’ambiente, ponendo maggiore attenzione al nostro modo di vivere, a chi siamo e a quale futuro vogliamo preparare per nostro pianeta. Nel prezioso libro, Sveva affronta vari argomenti, dalla gravidanza alla nascita dell’amata figlia Petra, dove “Secondo Natura” è andata contro l’opinione di tutti, da amici a medici, volendo partorire come la natura ci ha insegnato. Come nutrirsi il più possibile con cibi bio, quindi prodotti senza pesticidi, ormoni ed antibiotici che danneggiano la nostra salute. Spesso tali alimenti sono si naturali, ma hanno un costo che non tutti possono permettersi; Sveva ci insegna come fare una spesa bio a costi contenuti. Lei, donna dallo sguardo raggiante e di bellezza tutta naturale, non poteva non toccare l’argomento della cura della persona in toto. Un capitolo che si legge con estremo interesse e taccuino alla mano per prendere appunti su i prodotti di cosmesi naturali di estrema efficacia per rallentare i segni del tempo e restare in forma. Vi posso assicurare che ho provato personalmente, essendo molto sensibile a questo argomento, ed i risultati sono stati ottimi. Proprio in questo periodo dove la maggior parte di noi sta pensando a dove e come trascorrere le vacanze, nel capitolo Viaggiare, Sveva ci fornisce consigli utili e come trarre da un viaggio momenti di riflessione, affichè si impari ad entrare in contatto con noi stessi, a conoscersi ed assaporare momenti che facciano si che che non diventi un viaggio, ma il viaggio. Così come il capitolo su gli animali ci porta a riflettere su noi stessi, su come presi dalla vita frenetica e da un credo, ormai dettato dalla società e non più nostro, non notiamo più alcuni specie e non ci soffermiamo ad assaporare quello che la natura ci offre. Chicca finale sono dodici ricette, una per ogni mese dell’anno, tutte semplici, ma di di sicuro successo anche per i più goderecci. Che dire poi della ricetta della torta dell’infanzia, che ha definitamente catturato l’amato Diego, il marito e padre fantastico che contribuisce insieme a Petra a far brillare lo sguardo serafico e dolcissimo di Sveva.
D: Come nasce l’dea di scrivere “Secondo Natura”?
R: Nasce dalla gravidanza. Quando ero incinta di Petra, ho sentito il bisogno di essere il più vicino possibile alla natura. La necessità improvvisa di non usare più prodotti chimici, di mangiare sano e di avere uno stile di vita il più salutare e naturale possibile. Quando poi e nata Petra il tutto si è riversato su di lei, volevo nutrirla in maniera adeguata, usare prodotti per la cura della sua persona che non contenessero ingradienti artificiali. In realtà ho fatto tesoro di tanti anni a Geo&Geo, dove affrontando argomenti di ecologia e di natura, ho imparato molte nozioni essendo a contatto con numerosi esperti. Ho riflettuto come avendo immagazzinato parecchie informazioni non ne avevo mai fatto tesoro per me stessa e per gli altri. Mi sono resa conto che vivere in maniera piu eco sostenibile e più vicino alla natura non è poi così difficile. Si possono imparare piccoli comportamenti che hanno una notevole importanza, più di quello che si può immaginare. In questo libro suggerisco come metterli in pratica, essendo persone che viviamo in grandi città, con uno stress, presi da mille impegni e dalle finanze che spesso scarseggiano.
D: Perchè il vivere “Secondo Natura” è un argomento ancora poco diffuso tra la massa? E’ un problema di cultura italiana o politico?
D: E’ un insieme di molti aspetti. Sicuramente mancano le politiche adeguate, gli investimenti nel settore ecologico e gli incentivi. Siamo un popolo dove è quasi privo del senso del bene comune, del rispetto per gli altri e per l’ambiente. Triste fare queste affermazioni, ma è la realtà. Se vai nel Nord Europa c’è un senso di civiltà e della legalità molto diverso. Noi fatichiamo a tenere pulite le nostre strade, molti svuotano il potacenere delle auto dal finestrino, buttano le cartacce per strada, gli automobilisti non si fermano sulle strisce pedonali e per attraversare ad un incrocio devi guardare mille; questi fatti la dicono lunga. Ci sono Paesi in cui tutto questo è impensabili. Noi siamo molto diversi dai nordici e dobbiamo imparare a vivere da loro che hanno in senso del bene comune. Quello che per loro è la normalità per noi rappresenta un traguardo da raggiungere con grande fatica. Sono tuttavia contenta che si sta intravedendo un cambiamento a favore del vivere più eco. Altro aspetto pazzesco è che in Italia tutto ciò che è bio costa di più. Alcune volte il prezzo e giustificato, ma spesso no. Infatti, poichè mangiare biologico, usare prodotti per la cura della persona e per gli usi domestici sta diventando una moda, c’è chi se ne approfitta. Quello che noi italiani abbiamo necessità è di un cambio di mentalità. Quello che nella vita ha rilevanza non è la quantità, bensì la qualità. Ora si vuole tutto subito, si vive con l’affanno e la corsa spietata al raggiungimento dell’avere sempre più in tutti i sensi. Invece sarebbe opportuno adeguarsi maggiormente ai ritmi della natura che sono più lenti e salutari.
D: Parliamo del capitolo dove racconti la gravidanza e ti ribelli in maniera tenace ad amici e medici che volevano farti partorire con un taglio cesareo ed a tramutare in realtà la tua volontà?
R: Ero terrorizzata dall’idea di fare un cesareo. Non condividevo quest’idea solo perchè avevo 45 anni ed era il primo figlio. Quando sei incita ti senti parte della terra. La natura ti mette a disposizione la forza e l’aiuto psicologico per affrontare il tutto. Non volevo tagliare una parte di me stessa. Certo è che non avrei fatto nulla che avesse potuto mettere a rischio la salute mia e di mia figlia, ma accertato questo aspetto mi sono imposta con la mia idea. Ho cercato un medico capace, ma di buon senso e l’ho trovato. E’ un ginecologo fantastico che mi ha capita e ha rispettato il mio essere donna. Mi ha aiutato anche psicologicamente ad affrontare il parto. Pensa che molte persone vengono fa fuori Roma e dall’Estero per partorire con lui. La paura di soffrire durante il parto avviene dal fatto che siamo fuori dalla natura. I dolori del travaglio sono finalizzati ad uno scopo ben preciso e si possono affrontare con tutte le difficoltà che presentano. Bisogna entrare dentro al dolore, viverlo e ne esci senza problemi. Molto si deve all’aspetto psicologico, determinante ! Se tu ci credi, se ne sei convinta sei ti affidi a te stesso ed alla natura puoi partorire senza dolore o comunque gestendolo in maniera appropriata. Ti racconto quello che è successo a me. Come ti ho detto ho partorito in maniera naturale, ma ero convinta a fine travaglio, quando ci sono gli ultimi momenti tosti a farmi aiutare da un’epidurale per ridurre il dolore. Così ho fatto. Avevo una dilatazione ottimale , ero concentrata sul dolore e lo affrontavo. Nel momento in cui mi hanno fatto l’epidurale, tutto si è bloccato. Ho dovuto attendere la fine dell’effetto dell’iniezione e riprendere il travaglio con dolore pieno. Non riuscivo più a sopportarlo perchè la mia psiche si era affidata alla’aiuto finale non naturale. Ogni parto è senza dubbio un’esperienza a se e dipende da donna a donna.
D: Cosa pensi della chirurgia estetica? Stavi cadendo nel tunnel del botox e poi ti sei ravveduta, perchè? Continua a leggere
D: Quanto c’è di personale in questo romanzo?

